Nasa-Esa. Scoperte galassie più antiche dopo il Big Bang

Pubblicato il 22 Ottobre 2015 19:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2015 19:07
Una galassia fotografata da Hubble

Una galassia fotografata da Hubble

USA, HOUSTON – Scoperte oltre 250 tra le galassie più antiche, nate tra i 600 e i 900 milioni di anni dopo il Big Bang: piccole e fioche, hanno giocato un ruolo cruciale nel diradare le ‘nebbie’ che avvolgevano l’universo ‘bambino’, rendendolo trasparente così come lo vediamo oggi.

La loro debole luce ha viaggiato per 12 miliardi di anni ed è stata catturata per la prima volta dall’occhio del telescopio Hubble, gestito dalla Nasa e dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

I dati raccolti durante le osservazioni sono stati analizzati da un gruppo internazionale di astronomi coordinato da Hakim Atek, del Politecnico federale di Losanna in Svizzera. I risultati dei loro studi dimostrano che le galassie più piccole e abbondanti tra queste appena scoperte da Hubble hanno dato un contributo fondamentale per rendere l’universo ‘trasparente’, diradando la pesante ‘nebbia’ di idrogeno gassoso che impediva alla luce ultravioletta di viaggiare indisturbata.

Considerando la loro età, i ricercatori hanno potuto determinare con una certa confidenza che l’epoca ‘oscura’ dell’universo si è conclusa circa 700 milioni di anni dopo il Big Bang. ”Prendendo in considerazione solo il contributo dato dalle galassie più grandi e luminose, abbiamo scoperto che sarebbe stato insufficiente a rendere l’universo trasparente”, spiega Atek. ”Per questo abbiamo dovuto sommare anche il contributo di una popolazione decisamente più abbondante di galassie nane poco luminose”, conclude l’astronomo.