Neo mamme/ L’errore più comune è quello di attribuire al pianto del lattante lo stesso significato di quello del bambino più grande

Pubblicato il 16 agosto 2009 17:25 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2009 15:00

Interpretare il pianto di un neonato non è sempre facile sebbene la mamma abbia un istinto naturale che la guida nella interpretazione dello stesso. Tendenzialmente si è portati a pensare che con il pianto il bambino voglia comunicare dolore, fame o emozione per qualcosa ma non sempre è così… Molto spesso il bambino ha solo bisogno di essere coccolato, di sentirsi rassicurato, di far capire il proprio timore in presenza di estranei o la necessità ad avere vicina la propria mamma. Si è appurato, statisticamente parlando, che la durata complessiva giornaliera del pianto è di 1 ora e ¾ nelle prime 2 settimane di vita, di 2 ore e ¼ dalla seconda alla quarta settimana di vita, di 2 ore – 2 ore e ¾ durante il secondo mese e di 1 – 2 ore dal secondo al terzo mese di vita. La mamma non deve avere timore di viziare il proprio piccolo nel prenderlo in braccio; si è, infatti, constatato che assecondare il bambino nei primi mesi di vita lo aiuta a rafforzare la sicurezza in sè stesso.