Nuova Zelanda/ “Gli schiaffi sono un atto d’amore verso i figli”. Una madre raccoglie le firme per renderli legali

Pubblicato il 1 Agosto 2009 12:41 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2009 12:41

educazionePrendere a schiaffi i figli è un atto d’amore. Ne è convinta Sheryl Savill, una madre neozelandese di 40 che ha raccolto 310 mila firme per indire un referendum. E il quesito da porre nella consultazione è alquanto singolare: “considerate lo scapaccione ai vostri figli come un crimine?”. In Nuova Zelanda qualsiasi tipo di castigo fisico sui minori è considerato reato dal 2007. La Savill ora vuole che si cambino le regole: «Ho due figli, di 10 e 12 anni. Mi sono accorta che la mancanza di qualche schiaffo ogni tanto influenza negativamente la loro educazione». I sondaggi danno favorito il “no”, vale a dire il partito pro sberla. Anche se il premier John Key ha già fatto sapere che la consultazione non è vincolante, se la maggioranza dovesse essere schiacciante sarà difficile ignorarla.

Un passo indietro per la democrazia per lo Stato del Pacifico? Di certo, il Paese è per ora una delle 24 nazioni al mondo “buone”: vieta i ceffoni sia a scuola sia a casa. In Italia, ad esempio, le cose non vanno così: se un decreto del 1925 vietò le bacchettate dei maestri agli alunni, nessun provvedimento è indirizzato ai rapporti familiari. I genitori, insomma, hanno licenza di schiaffeggiare.