Obama è pericoloso, dice il fratello di George Bush, Jeb: “Minaccia gli Usa e la libertà”

Pubblicato il 28 Agosto 2009 12:41 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2009 15:25

«Obama è un pericolo per gli Usa, minaccia la libertà degli americani e la loro autonomia dal governo». John Ellis “Jeb”  Bush, fratello di George W. Bush, e governatore della Florida dal 1998 al 2007,  ha lanciato l’attacco più pesante contro il presidente degli Stati Uniti. Lo ha fatto nella sala del Grand Hotel di Rimini, dove è venuto per partecipare al Meeting di Cl.

Alla domanda “perché Obama è una minaccia per la libertà?” Jeb Bush risponde:  «Il piano mastodontico per la sanità, gli interventi da 787 miliardi di dollari nell’economia, il deficit salito a 1,8 trilioni, il governo che ormai interferisce in ogni aspetto della vita quotidiana: vuole stravolgere la nostra concezione dello Stato. Da noi la libertà è sempre stata inversamente proporzionale all’ingerenza delle istituzioni, ha favorito la creatività che ci ha resi grandi».

Poi il giornalista de “La Stampa” che ha intervistato Jeb Bush fa notare che la crisi economica è cominciata con George alla Casa Bianca, quindi è giusto che Obama sia intervenuto per contrastarla. «Sì, ma lui ha esagerato – spiega Jeb – Lo Stato è diventato padrone di banche, case, auto e ora vuole prendersi la sanità. Gli stimoli da 787 miliardi sono molto dubbi: la maggior parte dei soldi non è stata neppure spesa, o verrà investita nell’arco di dieci anni. Io avrei tagliato le tasse, soprattutto per piccole imprese, e fatto investimenti diretti nelle infrastrutture».

Poi Jeb Bush viene interpellato sulla guerra in Afghanistan: «Io mi fido del generale Petraeus, un vero eroe americano, che ha già trovato la strategia vincente in Iraq mentre tutti ci criticavano. Però devo dire una cosa ai nostri alleati: non è possibile che gli Usa restino soli a difendere gli interessi e la civiltà occidentali. Ora, a causa della crisi, ci manca anche la capacità economica, e un ritiro danneggerebbe tutti».

Un’ultima battuta su Berlusconi e il suo discusso viaggio in Libia nonostante la liberazione dell’attentatore di Lockerbie: «Non sono così pazzo da impicciarmi della politica italiana, ma la decisione del governo scozzese di liberare un terrorista è stata un oltraggio. È la prova di quanto dicevo prima: dobbiamo smettere di dipendere da fonti energetiche instabili e inaffidabili».