Oliviero Bellinzani morto: alpinista caduto da cima Grauhorn

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Agosto 2015 20:56 | Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2015 21:03
Oliviero Bellinzani morto: alpinista caduta da cima Grauhorn

Oliviero Bellinzani morto: alpinista caduta da cima Grauhorn (Foto Facebook)

MILANO – Una frana di sassi lo ha travolto e trascinato fino a valle. E’ morto così Oliviero Bellinzani, alpinista di 59 anni conosciuto col soprannome di “uomo con le ali“, perché dal 1977 scalava le montagne senza una gamba. L’alpinista è precipitato dalla cima del Grauhorn, vetta delle Alpi Lepontine in Svizzera, il 21 agosto. Illeso, invece, il suo compagno di scalata.

Bellinzani era molto conosciuto nell’ambiente dell’arrampicata e dell’avventura, soprattutto per i suoi video pubblicati su Youtube e negli anni ha scalato oltre mille cime. Una passione cominciata dopo un terribile incidente stradale nel 1977 quando, poco più che ventenne, gli venne amputata una gamba.

L’annuncio della morte di Bellinzani è stato dato sul suo profilo Facebook anche dalla figlia Xania, che ha scritto:

“Oliviero, mio padre, ieri ci ha lasciati. Il vento lo ha preso con sé. Il dolore è immenso come il vuoto che lascia alla sua famiglia e a tutta la comunità montanara. Ci rimangono i suoi sogni e tutta la forza di volontà che solo lui sapeva trasmettere a tutti noi”.

Già centinaia i messaggi di cordoglio per l’alpinista diventato un punto di riferimento anche per tanti disabili. Come ricorda il Cai di Luino, Bellizani

‘ha raggiunto traguardi alpinistici di difficile realizzazione anche per alpinisti con entrambe le gambe, come il Grand Capucin per la Via degli Svizzeri, il Dente del Gigante, il Cervino sia per la Cresta del Leone e che dalla Cresta Hornli, il Monte Bianco in solitaria, il Pizzo Badile per lo spigolo nord, la Punta Dufour nel Monte Rosa, la Piccolissima nelle Tre Cime di Lavaredo per la Via Cassin, solo per citarne alcune’.

“Trovo che in molti amputati ci sia troppa autocommiserazione e incapacità di soffrire come se la sofferenza facesse paura – aveva scritto Oliviero in uno dei suoi siti – Ho capito che il limite in realtà spesso non c’è, ma è solo nella testa. Voglio che la gente sappia che per fare certe cose non è necessario essere ‘integri'”.