Onu. Gheddafi attacca il Consiglio di sicurezza, elogia Obama e ringrazia l’Italia

Pubblicato il 23 Settembre 2009 18:46 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2009 18:55

«Nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite siedono potenze nucleari, quindi siedono dei terroristi».

Nel suo primo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il leader libico Muhammar Gheddafi ha sferrato un attacco a testa bassa contro l’Onu, denunciandone lo statuto e annunciando di non ritenersi vincolato alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza che «usa il potere di veto come un’arma terroristica».

«La premessa della Carta dell’Onu dice che tutte le nazioni sono uguali, siano esse grandi o piccole» ha detto Gheddafi in un lungo e animato intervento, «il veto è contrario alla Carta, noi non lo accettiamo e non lo riconosciamo».

Avvolto in un abito tradizionale color rame, con ben visibile sul petto una spilla nera a forma di continente africano per ricordare il suo ruolo di presidente di turno dell’Unione africana, il leader libico ha sbattuto più volte una copia dello statuto dell’Onu sulla tribunetta prima di buttarla alle proprie spalle.

Il potere di veto affidato alle potenze nucleari uscite vincitrici dalla Seconda Guerra Mondiale «dovrebbe essere annullato» ha detto. Proprio in questi mesi, fino alla fine dell’anno, la Libia è presidente di turno del Consiglio di sicurezza, un organismo che, secondo Gheddafi, «non ha dispensato sicurezza, ma terrore e sanzioni».

Quindi il leader libico ha affrontato il tema della decolonizzazione invitando le potenze coloniali europee a risarcire l’Africa come l’Italia ha fatto con la Libia.

Secondo Gheddafi  l’immigrazione in Europa «è dettata dal diritto degli africani di andarsi a riprendere la ricchezza che le potenze coloniali hanno rubato».

«Non c’è emigrazione dalla Libia verso l’Italia perché l’Italia ha riconosciuto i propri torti nei confronti della Libia, ha chiesto scusa e ha risarcito i danni costruendo ospedali e infrastrutture» ha aggiunto Gheddafi, mentre le sue parole venivano accolte con un applauso dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini.

Molto salato il conto che, secondo Gheddafi, presidente di turno dell’Unine africana, dovrebbe essere presentato alle potenze coloniali: 7,73 miliardi di dollari.

Infine il leader libico ha avuto parole di elogio per Barack Obama: «È un raggio di luce nel buio. Nessuno potrà dire cosa sarà l’America dopo Obama, saremmo contenti se fosse presidente per tutta la vita», ha aggiunto il colonnello, sottolineando come il discorso da lui pronunciato poco prima sia «diverso da tutti quello pronunciati dai suoi predecessori».