Open Arms, il provvedimento del Tar del Lazio evidenzia i limiti di una normazione raffazzonata

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 15 Agosto 2019 13:55 | Ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2019 13:56
La nave Open Arms

La nave Open Arms (Foto Ansa)

Con provvedimento del 14/8/2019, il Tar del Lazio in composizione monocratica ha accolto il ricorso della Open Arms, alla fonda ai limiti delle acque territoriali italiane, ritenendo illegittimo il provvedimento del 1/8/19 emanato in concerto dai Ministeri d’Interno, Difesa ed Infrastrutture, con il quale veniva inibito alla nave spagnola l’ingresso nel porto di Lampedusa.

Il decreto del Presidente del Tar ha preso atto, in base alla documentazione prodotta, dello stato di “distress” causato dall’alto numero di migranti a bordo della Open Arms, ma soprattutto, del contrasto del provvedimento annullato, con la legge di ratifica della convenzione di Montego bay del 1994, concernente il diritto del mare, per aggirare la quale i tecnici dei ministeri competenti avevano adombrato un “passaggio non inoffensivo”, unico motivo per impedire l’attacco della nave in difficoltà.

I rimedi giudisdizionali cominciano ad evidenziare i limiti di una normazione raffazzonata, adottata da dilettanti in dispregio dei principi costituzionali e delle norme internazionali sovraordinate alla legislazione ordinaria a cui, in base all’art 10 Cost. esse devono uniformarsi. Un ferragosto da dimenticare per il Ministro degli interni.