Firenze. La via dell’oppio al parto dolce, un’alternativa all’epidurale

Pubblicato il 17 Marzo 2010 17:16 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2010 16:35

A Firenze c’è la via dell’oppio al parto dolce come alternativa all’epidurale. Evitare il dolore del parto naturale si può senza doversi piegare alla dura legge dell’epidurale. A sperimentare il Remifentanil, farmaco basato sui principi dell’oppio,  la figlia della direttrice del reparto anestesia della maternità dell’ospedale di Careggi dove è in corso il progetto pilota.

La sperimentazione riguarda tutte quelle donne che, spiega la direttrice del reparto di anestesia del dipartimento materno-infantile della struttura, la dottoressa Anna Maria Melani, «a causa di patologie non possono sottoporsi all’analgesia epidurale, oppure semplicemente preferiscono un’alternativa all’iniezione nella colonna vertebrale, della quale magari hanno un po’ paura».

La paziente numero uno della sperimentazione è stata proprio la figlia della direttrice del reparto, Eleonora Zanardelli. «Non sono stata preoccupata neppure per un momento: del resto, ero nelle mani di mia madre. Quella di sottoporsi a questo tipo di analgesia è stata una scelta più che giusta, il dolore del parto è stato molto attutito e non ho risentito di alcun effetto collaterale in seguito. Insomma, è andato tutto benissimo».

Il Remifentanil è un oppioide di ultima generazione: somministrato per via endovenosa, agisce a livello cerebrale sui recettori del dolore, elevandone temporaneamente la soglia di sopportazione da parte delle partorienti: una metodologia più ‘soft’ dell’analgesia epidurale che inibisce la sofferenza intervenendo direttamente sul sistema nervoso.

«Il problema dell’utilizzo degli oppioidi, in passato, era quello degli effetti collaterali negativi sul bambino, ma con il Renifentanil, che ha un impatto lieve anche sul metabolismo della donna, questi vengono evitati» spiega Melani. La sperimentazione, condotta finora su oltre mille pazienti e pubblicata su importanti riviste del settore, ha riscosso un elevato gradimento da parte delle donne che vi si sono sottoposte.

«In base all’indagine che abbiamo effettuato – illustra la direttrice – circa l’87% delle neomamme ha giudicato molto positivo l’esito di questa esperienza. E tante di loro decidono di tornare da noi anche per i parti successivi». Plauso alla sperimentazione arriva anche dall’ assessore regionale alla Salute Enrico Rossi: «E’ la conferma -commenta – che la Toscana non si limita a produrre buona sanità ma esprime anche eccellenti livelli di ricerca. Ed è una soddisfazione ancora maggiore che ciò avvenga su temi di così grande rilevanza umana e sociale».