Parla Caradonna (storico missino): meglio Berlusconi di Fini. E meglio La Russa di Alemanno

Pubblicato il 18 Marzo 2009 13:57 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2009 14:12

Giulio Caradonna, classe 1927, più di trent’anni in Parlamento, è la memoria storica del fu Movimento Sociale. Adesso che gli eredi di An stanno per sciogliersi nel nuovo partito, benedice il Pdl, il grande partito della destra che mancava all’Italia e non esita a vedere in Berlusconi il suo vero capo naturale.

In un’intervista al Corriere della Sera passa in rassegna la classe dirigente post-missina. Boccia Fini, eterno agnostico che non ha compreso fino in fondo il ruolo politico-culturale del Msi. Ridimensiona l’intelligenza politica di Pinuccio Tatarella, al quale preferisce la moglie Angiola, che se non fosse per il maschilismo della destra avrebbe fatto carriera e ora sarebbe accanto a Berlusconi.

Per Caradonna il migliore di quella generazione è La Russa, che ha ben compreso come l’eredità fascista anticattolica, antiborghese e antisemita andava declinata in una forza conservatrice filoatlantica e e filoisraeliana. Bene anche Gasparri. Qualche riserva su Alemanno e Storace, troppo “sinistrorsi” e filoarabi in gioventù.

E Licio Gelli, cui fu indirizzato da Almirante per questioni di finanziamento al partito? Una bravissima persona.