Profughi/ Emergenza umanitaria in Kenya dalla Somalia: in migliaia continuano a arrivare

Pubblicato il 28 Marzo 2009 9:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2009 11:49

(Agi) Continua a crescere il numero di somali che cercano rifugio nei sovraffollati campi di Dadaab, nel Kenya nord-orientale, nonostante l’elezione di un nuovo governo in Somalia. Lo rende noto l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) che sottolinea come dall’inizio dell’anno siano stati registrati oltre 20.000 nuovi arrivi nei tre campi che costituiscono il complesso per rifugiati di Dadaab: Hagadera, Ifo e Dagahaley. I nuovi arrivati hanno raccontato agli esperti dell’Unhcr di essere fuggiti dalla Somalia a causa della crescente insicurezza, soprattutto nelle regioni del Medio e Basso Juba, della siccità e della carestia.

Nonostante le recenti elezioni che si sono tenute a Gibuti e con le quali è stato eletto un nuovo governo, molte aree della Somalia sono ancora poco sicure. L’Unhcr continua ad accogliere e registrare i nuovi arrivati sebbene i campi siano “assolutamente sovraffollati”: i campi erano stati progettati circa 20 anni fa per accogliere 90.000 persone, ma attualmente ne ospitano oltre 261.000. Questo rende il complesso di Dadaab uno dei siti più vecchi, vasti e congestionati del mondo. L’Unhcr sta negoziando con il governo kenyota per ottenere nuovi terreni per la costruzione di nuovi campi, ma l’accordo non e’ ancora stato definito. Per questo l’accoglienza e la sistemazione dei nuovi rifugiati incontra molte difficoltà.

Oltre la metà dei nuovi arrivati sono donne e bambini. Alcuni di loro vengono da Mogadiscio a piedi, un viaggio di 800 km che può durare anche 16 giorni. Il conflitto in corso in Somalia ha causato migliaia di morti ed esodi di massa. I campi per rifugiati di Dadaab furono innalzati nel 1991 e nel 1992 in seguito alla caduta del governo di Siad Bare.