Rapporti con le fonti: il caso Porro (Il Giornale) – Arpisella (Confindustria) nel blog di Alberto Brambilla

Pubblicato il 19 Novembre 2010 10:41 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 10:41

Alberto Brambilla, del Riformista, tratta sul suo blog al caso che ha visto protagonisti Nicola Porro, vice direttore del Giornale dei Berlusconi e Rinaldo Arpisella, addetto stampa di Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria.

Il post di Brambilla si intitola:  “La lezione che Porro si è dimenticato”.

Col misto di arroganza e umiltà dei giovani, Brambilla scrive: “Ci sono lezioni che l’ultimo arrivato in redazione dovrebbe sapere a menadito. E che anche la migliore firma del più grande quotidiano non dovrebbe dimenticare mai. Il caso di Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale, uno dei più influenti quotidiani italiani, insegna che anche i più alti in grado sbagliano, e di parecchio”.

Poi infierisce: “Una delle prime lezioni che si imparano (sulla propria pelle) facendo questo mestiere è trattare con le fonti. Porro scherzando (o forse no?) con l’addetto stampa personale del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha gettato nel panico l’organizzazione parlando di presunti dossier rivolti alla signora.

“Il vicedirettore si è dimenticato una lezione importante”, prosegue Brambilla, dimenticandone a sua volta una altrettanto importante, quella di mettere sempre i nomi, nel caso quello di Arpisella. Quella scordata da Porro, pe  Brambilla, è “fondamentale: cioè come gestire le proprie fonti, soprattutto se fidate”.

Qui la gioventù sale in cattedra: “Che sia un giovane giornalista come me a impartire lezioni ad un esperto e accreditato cronista economico come Nicola Porro è ridicolo. Qui riporto solo quello che ho imparato da David Randall, senior newswriter dell’Independent (uno dei maggiori quotidiani inglesi) e autore del libro “Il giornalista quasi perfetto” (editori Laterza; 364 pgg; 15 euro): ” Siate corretti con le fonti. Ci crediate o no, il giornalismo assomiglia molto alla vita reale. Da ciò che deriva la sconvolgente verità che, se volete che le fonti vi aiutino, la gentilezza, la sincerità e la correttezza funzionano molto meglio della prepotenza, dell’inganno o dell’intimidazione. Essere corretti è particolarmente importante. Se le fonti sono oggetto di critiche o di accuse, dovreste non solo riferire queste accuse, ma anche dar loro il tempo di replicare. Chiamarle dieci minuti prima della consegna del pezzo non è sufficiente”.