Problemi di erezione: boom di rimedi palliativi. Uno su tre fa da sè

Pubblicato il 25 ottobre 2011 16:44 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 16:44

ROMA – Disfunzione erettile e rimedi della nonna non vanno assolutamente d’accordo. Dosi massicce di caffè, una dieta a base di cocomero tutto l’anno e un fantomatico ragno vagante brasiliano sono solo alcune delle mirabolanti terapie consigliate su internet. Tutte a caro prezzo. Sono circa tre milioni gli italiani che lamentano un problema di ordine sessuale o che, più precisamente, non si lamentano poiché c ‘è ancora un forte imbarazzo nel rivolgersi a uno specialista.

Il tema preoccupa gli esperti riuniti a Roma fino al 26 ottobre per l’ottantaquattresimo Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia (SIU), il più importante appuntamento annuale che dedica particolare attenzione alle disfunzioni sessuali.

Il bisogno di riservatezza rappresenta l’aspetto cruciale del problema. Rimedi magici non ce ne sono, avvertono gli esperti e anzi gli effetti non solo sono deludenti, ma spesso dannosi”  trattandosi spesso di prodotti di cui è difficile rintracciare il contenuto. Oggi sono invece disponibili valide e sicure soluzioni farmacologiche, in grado di rispondere anche al bisogno di praticità e discrezione, come accade per il nuovo vardenafil, particolarmente indicato nei casi in cui il disturbo è di origine psicogena, legato ad esempio a preoccupazioni o ansia che influiscono negativamente sulla salute sessuale della coppia.

La ricerca di palliativi e intrugli di ogni sorta dimostra come “gli uomini siano disposti a mettere a repentaglio la loro salute pur di non ammettere con nessuno di soffrire di disfunzione erettile – commenta Alberto Salza, antropologo relatore al Congresso -.  “Ecco perchè abbiamo ritenuto utile aprire un dialogo fra andrologo e antropologo, La riservatezza è un aspetto da non sottovalutare – afferma – perché è proprio l’imbarazzo di rivolgersi allo specialista che spinge il maschio a cercare rimedi alternativi”.