Prof nazi fasci in bacheca, e tre! Licenziarli o tollerarli? Domanda inutile: saranno impuniti

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 aprile 2018 15:20 | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2018 15:20
Prof nazi fasci in bacheca, e tre! Licenziarli o tollerarli? Domanda inutile: saranno impuniti

Prof nazi fasci in bacheca, e tre! Licenziarli o tollerarli? Domanda inutile: saranno impuniti

ROMA – Prof nazi fasci in bacheca, e tre! Il terzo in poco tempo vive e insegna ad Ascoli e ha postato su facebook 129 auguri di buon compleanno in corretto tedesco. Auguri di compleanno nell’anniversario della nascita di Adolf Hitler guarda caso 129 anni fa. Il buon compleanno veniva notato e quindi il prof lo ha fatto sparire. Poi ha spiegato che lui stava augurando buon compleanno ad fotografo (di 129 anni fa, un fotografo da dagherrotipo?) che per qualche sua privata ragione gli sta caro e a cuore e lui gli fa postumi gli auguri via social. Insomma un prof probabilmente nazi, di sicuro esibizionista in bacheca facebook e non proprio impavido (circostanza e caratteristica non inconsueta agli ammiratori contemporanei di Hitler e affini quando sono presi di petto).

Prima c’era stata la maestra in Piemonte che si vantava di esser fascista. E prima ancora il prof di liceo classico a Venezia che inneggiava a Mussolini. E chissà quanti altri, eccitati dalla possibilità di un Heil-Hitler! o di un Saluto al Duce! via social. E’ lo stesso per qualcuno irrefrenabile impulso che di fronte a un po’ di porno via web fruito al riparo delle mura di casa porta la mano di quel qualcuno giù in basso. Sì, il tifo via sociale per Hitler e company è onanismo politico. Non è sedizione e neanche violenza e neanche squadrismo. E in fondo neanche ideologia, è darsi un minimo piacere da soli guardandosi allo specchio di una tastiera e facendosi dalla tastiera raccontare di essere adulti e forti e bravi e tosti come…non si è.

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Dunque prof nazi e fasci che di nazismo e fascismo fanno outing in bacheca che si fa? Un buon analista? Troppo lungo e costoso e poi non ci sono abbastanza analisti per mettere in terapia tutti gli onanisti di emozioni politiche e tutti gli invocatori della grande guida che fa pulizia degli immondi. Allora un assistente sociale? Ma scherziamo, a meno che non si voglia trovare qualcosa da fare a un precario. Un collegio dei professori, un preside? E per decidere cosa, fare cosa? Troverebbero e trovano in casi analoghi mille modi per dire che non si fa, ma che non per questo si può, che questo non significa…

Allora un’istruzione civile civica per i prof nazi e fasci da bacheca? Troppo tardi. Allora licenziarli perché nella pubblica scuola della Repubblica italiana democratica un prof nazi fascio che fa orgogliosa mostra di esserlo non può insegnare? Oppure tollerarli perché la democrazia tollera tutto, perfino la propaganda e l’azione di chi la democrazia la vuole uccidere (con relativo dibattito se e fino a dove la democrazia abbia il diritto-dovere di tollerare fino a scarificare se stesso alla sua stessa natura)?

Dibattito alato. Anzi, dibattito che sarebbe interessante. Anzi, dibattito che sarebbe utile e serio. A ripensarci per nulla alato e astratto. Anzi concreto e vivo. Se solo…Se solo fossimo una società diversa da quella che siamo. La domanda se licenziare o tollerare i prof nazi fasci in bacheca è domanda inutile. In ogni caso, qualunque fosse l’esito della discussione della riflessione, qualunque sia la legge e l’opportunità, i prof nazi fasci in bacheca resterebbero e restano impuniti. Sia che gli si riconosca un diritto d’opinione dilatato fino al killeraggio delle libertà altrui, sia che si constati siano venuti meno ai doveri elementari inerenti all’insegnamento non succederà loro nulla. Se non un teatro di chiacchiere intorno a loro.

Per i prof nazi fasci in bacheca vale quel che vale per gli assenteisti, i truffatori del badge, i finti ciechi, i finti invalidi, i dipendenti pubblici e privati che si inventano un parente con handicap o gonfiano l’handicap del parente, i padroni e gestori di bar e ristoranti che si prendono il marciapiede pubblico, i vigili che si imboscano, i prof che devono andare in cattedra e falliscono il minimo esame di idoneità, i genitori e gli alunni che picchiano i prof…Per tutti questi e per molte altre tribù sociali che abitano la penisola vale e scatta il “che, ma davvero?”. Davvero vuoi farmi la multa, davvero lo fischi quel rigore, davvero vogliamo rovinare una persona per uno sbaglio? Il massimo che rischiano i prof nazi fasci in bacheca è di dover farfugliare una qualche scusa. Per interposto e disponibile cronista o, meglio ancora, via social.

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