Rai/ Possibile il divorzio da Sky. Mediaset alleato del futuro?

Giancarlo Usai (Scuola di Giornalismo Luiss)
Pubblicato il 14 maggio 2009 16:12 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2009 16:12

Il vero avversario è Sky o Mediaset? Se lo staranno chiedendo i consiglieri d’amministrazione Rai, impegnati a prendere una decisione che potrebbe cambiare, in un futuro prossimo, gli equilibri del mercato televisivo italiano. Chi avrà certamente da ridire sono gli spettatori di Sky. Pagano il canone e le rate della pay-tv e ora rischiano di veder sparire le reti pubbliche dal satellite. E se vorranno ancora vedere la Rai, dovranno armarsi di un secondo decoder.

Il 31 luglio scade, infatti, il contratto che l’azienda di Viale Mazzini ha firmato con la compagnia di Rupert Murdoch e che prevede la trasmissione di tutto il pacchetto dei canali Rai sul satellite attraverso il decoder Sky. Finora, l’accordo ha soddisfatto entrambi. Se da una parte il colosso pay-tv versa alla Rai cento milioni all’anno per l’esclusiva sul satellite di tutti i suoi canali, oltre che dei film prodotti da Raicinema, d’altro canto le reti pubbliche contribuiscono, proprio con i loro programmi, ad accrescere i dati d’ascolto di Sky, favorendone la raccolta pubblicitaria, costantemente in crescita. E proprio questo inevitabile aiuto nella lotta per lo share avrebbe fatto pensare ai vertici Rai di non rinnovare l’accordo nonostante un’offerta di 425 milioni di euro in sette anni. Lo stesso Paolo Garimberti, neopresidente di Viale Mazzini, ha giudicato troppo bassa l’offerta. Le perplessità finora mantenute dal Cda sono legate alla posizione del terzo polo televisivo, quella Mediaset che sta conquistando sempre più il settore del digitale terrestre, ma che sul satellite ha comunque bisogno del decoder Sky per essere visibile da tutti gli italiani. Se Mediaset non divorziasse da Murdoch, infatti, oltre a perdere i cento milioni di introiti, la Rai si troverebbe ad agevolare l’altro avversario diretto.

L’alleanza con il Biscione per arginare l’avanzata della pay-tv è in verità già in atto. Con l’avvento del digitale terrestre, tecnologia non ancora perfezionata in tutto il territorio, le due aziende, insieme a Telecom hanno già creato una società, Tivù Srl, che distribuirà un decoder in grado di trasmettere tutti i canali Rai e Mediaset non a pagamento se il segnale digitale in certe regioni rimarrà debole. L’intesa fra le due aziende potrebbe ripetersi anche sul satellite.

In ogni caso, il Consiglio d’amministrazione dovrà anche fare i conti con le critiche del centrosinistra: «Sky non è in competizione con la Rai. – sostengono Vincenzo Vita e Paolo Gentiloni – Semmai è proprio Mediaset la vera concorrente. Un simile accordo contro la pay-tv meriterebbe l’attenzione dell’Antitrust».