Redazioni come Wall Street: le prossime ad essere “occupate”?

Pubblicato il 25 ottobre 2011 13:55 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 13:55

ROMA – Tra i settori del mercato in crisi mondiale si collocano anche i gruppi editoriali. Per arginare il fallimento imminente le redazioni vedono il licenziamento di molti giornalisti e l’abbassamento degli stipendi di chi resta, mentre i manager continuano ad aumentarsi gli stipendi e ad appropriarsi di bonus. Il giornalista Carlo Antonio Biscotto ne parla su Il fatto Quotidiano e spiega che l’atteggiamento dei manager dei gruppi editoriali è pericolosamente simile a quello dei manager di Wall Street. Il prossimo passo per gli indignati di “Occupy Wall Street” potrebbe allora essere quello di occupare le redazioni dei gruppi editoriali.

Uno dei casi che chiariscono la situazione è quello raccontato da David Carr sul New York Times: Craig Dubow è presidente e l’amministratore delegato della Gannett Inc.,  proprietaria di 82 testate giornalistiche tra cui Usa Today. Quando nel 2005 fu nominato la quotazione in Borsa della Gannett Inc. scese da 75 dollari a 10 dollari ad azione, con conseguente taglio dei dipendenti da 52 mila a 32 mila. La cattiva amministrazione di Dubow, secondo Carr, non ne provocò il licenziamento. Anzi Dunbow diede le sue dimissioni per problemi di salute, ottenendo oltre ai 16 milioni di dollari guadagnati, una buonuscita di 37 milioni di dollari.

Il caso della Gannett Inc. non è isolato, perché una vicenda simile interessò  il The Tribune Company, acquistato da Sam Zell nel 2007. La società proprietaria del Los Angeles Times, il Chicago Tribune e il Baltimore Sun. di altri quotidiani e di emittenti televisive ha chiesto fallimento in meno di 4 anni, licenziando oltre 4 mila dipendenti ma avendo comunque pagato decine di milioni di dollari di bonus  a ben 600 manager ancora regolarmente assunti e stipendiati.

Il fallimento sembra essere diventato un vero business in cui si tagliano i costi licenziando i dipendenti, e si aumenta la liquidità destinata a favorire l’arricchimento personale di pochi come nel caso di Wall Street. L’economia americana ha generato un sistema in cui banchieri, finanzieri e manager guadagna facendo debiti e licenziando i propri dipendenti, sistema “esportato” nell’economia mondiale e che ha generato il movimento degli indignati che occupano Wall Street e le piazze mondiali. Stiano allora attenti i manager dei gruppi editoriali, le redazioni potrebbero essere le prossime ad essere occupate.