Reportage dalle strade di Teheran in fiamme. Roger Cohen del New York Times

Pubblicato il 21 Giugno 2009 12:32 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2009 12:32

L’articolo del giorno di oggi è la corrispondenza di Roger Cohen, del New York Times, da Teheran.Nelle sue parole si sente l’eco degli spari, si sente lo scalpiccio dei passi della gente in fuga, nel silenzio che prevale nelle cariche, rotto solo da qualche urlo, che aggrava l’impressione di paura. È un video scritto.

Il leader supremo, il papa islamico dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei aveva detto, nel suo sermone di venerdì, che se le proteste contro le elezioni del 12 giugno fossero continuate, ci sarebbero stati “Caos e sangue”.

Commenta Cohen: “Li ha avuti tutt’e due, il giorno dopo,e ha anche potuto vede l’autorità del suo ruolo, sacrosanta fino a quel momento, messa a rischio come mai è stato prima, a partire dalla rivoluzione del 1979”.

Cohen sottolinea il ruolo delle donne nei moti di piazza del sabato di sangue, affermazione che trova conferma nei video che anche blitzquotidiano pubblica: “In tutti questi giorni, ho potuto vedere donne incitare uomini memno coraggiosi. Ho visto donne tornare nella mischia dopo essere state picchiate. Ho sentito una donna gridare: “Perché ve ne state lì seduti?”  a un paio di uomini a terra sul bordo del marciapiede sabato pomeriggio. “Alzatevi! Alzatevi!”. Un’altra donna, Mahin, 52 anni, occhi verdi, si è rifugiata barcollando in un vicoletto, tenendosi la faccia con le mani, in lacrime per il dolore. Poi, contro quanti le chiedevano di non farlo, è tornata zoppicando nella mischia, spostandosi versoi la piazza della Libertà: Urla di “Morte al dittatore” e “Vogliamo la libertà” la accompagnavano”.

E ancora:” C’era gente di ogni età. Ho visto un vechio con le stampoelle, impiegati di mezza età, bande di adolescenti. Al contrario delle rivolte studentesche del 1999 e del 2003, questo movimento poggia su una bnase ampia”.

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