Respingimenti alla svizzera/ Berna contro i lavoratori immigrati: potrebbe limitarne il numero (in maggioranza sono italiani)

Pubblicato il 12 Maggio 2009 15:57 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2009 15:57

Stretta dalla crisi economica e preoccupata per una disoccupazione a livello di guardia, la Svizzera sta valutando se porre un limite al numero di cittadini europei ammessi a lavorare nel proprio territorio, in modo da difendere i posti nazionali e porre un freno all’ingresso di nuovi residenti. I più colpiti potrebbero essere italiani, tedeschi, francesi e portoghesi, che rappresentano il maggior numero di lavoratori stranieri presenti in Svizzera.

«Alla luce dell’andamento dell’economia e dei flussi migratori – ha dichiarato un portavoce del ministero della Giustizia elvetico- potremmo attivare presto la clausola di protezione». La mossa è consentita dagli accordi bilaterali siglati negli Anni Novanta con Bruxelles. L’accordo consentirebbe alla Svizzera di limitare le autorizzazioni di soggiorno per un massimo di due anni, qualora l’immigrazione cresca di oltre il 10% rispetto alla media dei tre anni precedenti. Alla radice del problema svizzero c’è l’allarme disoccupazione, 3,5% della popolazione, quasi un punto in più rispetto al 2008.

Il più grosso numero di immigrati arriva da Germania e Portogallo. Nel 2007, anno delle ultime cifre disponibili, gli italiani entrati in Svizzera sono stati 8.500. Nel complesso, francesi, tedeschi, portoghesi, italiani, spagnoli e austriaci sono circa centomila l’anno. Ma quanti immigrati dovranno tornare in patria? Per il momento si parla di 5 mila, ma il numero è sotto fase di studio.