Rifiuti, Torino “a rischio Napoli”. Chiude la discarica di Bassa di Stura, ma l’inceneritore non c’è

Pubblicato il 25 Settembre 2009 17:04 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2009 17:31

Torino rischia di finire travolta dai rifiuti come Napoli. Il problema nasce dal fatto che la discarica di Bassa di Stura che serve la città il 31 dicembre dovrà chiudere dopo i tanti rinvii decisi a partire dalla fine degli anni Novanta.

In alternativa alla discarica si sta realizzando un inceneritore che è già in ritardo di 11 mesi nella realizzazione, a causa di un ricorso presentato l’anno scorso dalla società Tme arrivata seconda alla gara per l’appalto.

La mancata apertura dell’inceneritore costerà ai torinesi altri 6 milioni di euro da distribuire tra le discariche della Regione che decidessero di accettare i rifiuti organici di Torino. Un aumento di 40 euro a residente per una città con una tassa sui rifiuti già molto alta. E che vive nel paradosso di avere una delle percentuali più alte in Italia di raccolta differenziata fra i grandi centri.

L’inceneritore progettato al Gerbido costerà 500 milioni e sarà pronto nel 2012, dopo 14 anni di discussioni. Nell’attesa, si potrebbe decidere un ennesimo rinvio della chiusura della discarica di Basse di Stura, ma gli abitanti del quartiere non ne vogliono sapere, dato che a loro è stata promessa la chiusura entro il 31 dicembre del 2009.