Il giorno della Ru486: arriva in Italia il primo carico di pillole abortive

Pubblicato il 30 Marzo 2010 10:07 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 16:35

Martedì 30 marzo è il giorno dell’arrivo in Italia della Ru486, la pillola che rende possibile l’aborto farmacologico. Le prime confezioni arriveranno nel nostro Paese dalla Francia e sono destinate a tutti gli ospedali che ne hanno fatto richiesta. Se il viaggio della Ru486 è concluso, però, le polemiche sono destinate a continuare a lungo.

Quello della pillola abortiva è stato un iter che è eufemistico definire tortuoso: prima di dare il via libera definitivo, infatti, l’Agenzia del Farmaco (Aifa) ha impiegato due anni. Neppure con la decisione, poi, il percorso si è concluso: il governo ha messo in piedi commissioni e richiesto ulteriori indagini. Infine è arrivato il “condizionamento ospedaliero”. La pillola, all’inizio, era concepita per un uso dietro osservazione medica poi è scattato il ricovero obbligatorio. Ma anche qui la situazione è fluida perché è illegale tenere qualcuno in un letto di ospedale contro la propria volontà.

Prima di martedì alcuni ospedali acquistavano regolarmente il farmaco all’estero. Ora, non è più possibile: la Ru486 entra a tutti gli effetti nel prontuario farmaceutico italiano e andrà comprata nel nostro Paese. Su tempi e modalità della distribuzione, però, regna ancora l’incertezza. Marco Durini, direttore medico di Nordic Pharma Italia, distributore del farmaco nel nostro paese è ottimista e al quotidiano La Repubblica spiega: “Possiamo prendere le ordinazioni già questa settimana. Verificheremo che la domanda provenga da una struttura ospedaliera e in quarantott’ore faremo recapitare la Ru486”. Di certo le richieste non mancano e a rivolgersi a Durini sono già stati almeno una quindicina di ospedali.

Mentre in Italia ancora si discute, la pillola abortiva è già prassi in circa 25 Paesi europei. In Francia, solo per fare un esempio, quasi una donna su due per abortire ricorre alla Ru486. Da noi, invece, chi ha perso la battaglia per bloccarla, ora si aggrappa alla linea del ricovero obbligatorio. E le donne? Difficile a dirsi: di certo non mancano quelle che, come la scrittrice Paola Tavella si dice favorevole all’aborto “tradizionale” perchè meno traumatico di quello farmacologico. Secondo la Tavella, infatti, il metodo Karman – il classico intervento per l’aborto – è più rapido e meno traumatico per la donna. Una cosa è certa: la Ru486 dà una possibilità di scelta in più: quale sia il sistema meno invasivo e duro per interrompere la gravidanza lo sceglieranno solo ed esclusivamente le donne.