Salute. Il Ministero stila le regole per la sicurezza dei bambini in acqua

Nei Paesi industrializzati, la maggior parte degli annegamenti, (prima causa di morte accidentale per i bambini tra 1 e 4 anni in Europa), avviene in piscina. Ma l’acqua non deve essere considerata un nemico e i genitori hanno il compito di non trasmettere ai figli ansie e timori, ma sicurezza e alcune regole da rispettare per evitare i rischi.

I comportamenti da insegnare ai più piccoli sono tutti contenuti in una guida per i genitori e le neomamme, ideata dal campione mondiale di immersione in apnea Nicola Brischigiaro e supportata dal Ministero della Salute, presentata il 15 luglio a Roma.

IL PRIMO BAGNETTO: il primo contatto deve avvenire tra le mura domestiche. Il bagnetto può diventare un luogo di apprendimento acquatico-educativo.

MAI DA SOLI IN ACQUA: in acque libere (spiagge o tratti di mare non sorvegliati) rimanere sempre in gruppo. Se si è in acqua da soli basta un crampo, una paura improvvisa, una perdita di coscienza o un trauma anche leggero per rischiare la vita.

VALUTARE LE CAPACITA’: saper nuotare significa spostarsi in acqua con il miglior rendimento possibile e riuscire a galleggiare con facilità rimanendo fermi in un punto. Significa saper eseguire correttamente la respirazione, cioè inspirare con la bocca fuori dall’acqua ed espirare con il viso in acqua facendo le classiche bollicine. Se non si sa nuotare è meglio non entrare in acqua al di sopra della cintura.

ATTENZIONE ALLA TEMPERATURA: la differenza di temperatura tra il corpo umano (37) e l’acqua (18-27) provoca una reazione tanto maggiore quanto piu’ l’acqua e’ fredda e l’entrata e’ brusca. Quindi dopo l’esposizione al sole o quando si e’ troppo accaldati e’ necessario entrare in acqua gradualmente.

IN ACQUA 3 ORE DOPO I PASTI: non entrare in acqua se si è mangiato da poco. E’ necessario far passare almeno tre ore da un pasto completo e due da uno spuntino e non fare il bagno se si sono bevute acqua o bevande ghiacciate.

NON FORZARE LE PRESTAZIONI: mai spingersi al largo se non si e’ in grado di tornare indietro e se non si e’ dei validi nuotatori. In caso di crampi rimanere tranquilli e mettersi sul dorso spostandosi solo con le braccia. Quando si e’ stanchi e’ meglio nuotare sul dorso.

NON TUFFARSI NEI LUOGHI SCONOSCIUTI: evitare di tuffarsi in luoghi sconosciuti, il fondale potrebbe essere pericoloso. Mentre per tuffarsi dagli scogli è importante controllare la profondità del tratto di mare scelto che deve essere libero e profondo almeno 4/5 metri.

ATTENZIONE ALL’APNEA: l’immersione in apnea deve essere seguita a vista da qualcuno in grado di intervenire in caso di malore.

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