Contraccezione a rischio con intolleranze alimentari

Pubblicato il 12 Novembre 2010 3:20 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2010 18:41

Alcune intolleranze alimentari possono mettere a rischio l’efficacia della contraccezione, e quindi portare anche a gravidanze indesiderate. La ‘colpa’ e’ dei sintomi provocati dalle intolleranze, che impediscono il corretto assorbimento della pillola. A parlarne e’ Alessandra Graziottin, direttore di ginecologia all’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, in un incontro sui cerotti contraccettivi.

La pillola anticoncezionale, spiega l’esperta, ”contiene lattosio, come la maggior parte dei farmaci in compressa, che anche in piccole quantita’ puo’ creare interazioni forti. Nelle persone che hanno questa intolleranza c’e’ elevata fermentazione e produzione di gas, si verificano coliche e si modifica il transito intestinale, e questo abbassa l’efficacia contraccettiva”. Problemi intestinali si verificano anche in un’altra intolleranza molto frequente, quella al glutine, nota anche come celiachia.

Un problema non da poco, visto che si stima che le donne celiache in eta’ fertile siano 90-140 mila, mentre per l’intolleranza al lattosio si contano 5,6 milioni di donne fertili. ”Le intolleranze alimentari – aggiunge Graziottin – non vengono quasi mai prese in considerazione nella scelta contraccettiva e la donna continua serena ad assumere il proprio contraccettivo. Trascurare questo genere di disturbi puo’ pero’ compromettere l’efficacia dell’anticoncezionale e quindi mettere a rischio di gravidanze indesiderate, fenomeni di spotting e irregolarita’ del ciclo mestruale”. ”Non mi risultano gravidanze indesiderate su donne che assumono regolarmente la pillola – conclude l’esperta – ma purtroppo molte donne abbandonano il contraccettivo perche’ causa loro coliche e gonfiore. Non c’e’ un dato su quante siano, ma e’ sicuramente una buona percentuale vedendo quante donne sono intolleranti”.