Sanità: come evitare le infezioni ospedaliere?

Pubblicato il 24 Novembre 2010 20:22 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 20:57

Contro le infezioni ospedaliere l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) ha pubblicato nel 2009 “Save lives: clean your hands”, linee guida per l’igiene delle mani nei luoghi di cura. Lavarsi le mani con acqua e sapone, ricorda l’Oms, è una misura preventiva di primaria importanza per ridurre il rischio di infezioni all’interno degli ospedali.

Nel testo si raccomanda quindi a tutti i medici ed agli operatori sanitari di lavarsi le mani specialmente in 5 occasioni: prima di toccare il paziente, prima di qualsiasi procedura di pulizia o di sterilizzazione, dopo l’esposizione o il contatto con fluidi corporei, dopo aver toccato un paziente, dopo qualsiasi contatto con l’ambiente di degenza. Gli esperti invitano anche i medici e gli operatori sanitari al rispetto di norme per la cura delle ferite e la pulizia del paziente durante l’assistenza.

Solo il 30% delle infezioni ospedaliere e’ pero’ evitabile seguendo questi accorgimenti. Contro il restante 70%, legato alle condizioni cliniche del paziente e alla sempre maggiore incidenza di batteri resistenti agli antibiotici, sono stati messi a punto dall’Istituto Superiore di Sanità appositi strumenti di controllo dell’antibiotico-resistenza, presente soprattutto in alcuni ceppi di batteri quali il Pseudomonas aeruginosa, lo Stafilococco aureus, l’Enterobacter, lo Stenotrophomonas maltophilia e l’Acinetobacter.