Scuola: nuove regole per diventare insegnanti. Un anno di tirocinio, meno assunzioni per evitare il precariato e più spazio all’inglese e alle nuove tecnologie

Pubblicato il 28 Agosto 2009 10:59 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2009 12:42

Cambiano le regole per la formazione degli insegnanti. Saranno quattro le grandi novità, presentate dal ministro dell’Istruzione Gelmini: tirocinio sia teorico che pratico di un anno da svolgere dentro le scuole, il numero di nuovi docenti sarà deciso in base alle esigenze per non creare precariato, per i giovani sarà possibile l’inserimento immediato in ruolo, più inglese e nuove tecnologie.

«L’obiettivo della riforma è garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole» spiega una nota del ministero dell’Istruzione.

Con il nuovo sistema, per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione. Previsto anche un approfondimento in laboratorio per l’inglese e le nuove tecnologie.

Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado saranno invece necessari la laurea magistrale e un anno di tirocinio formativo che prevede 475 ore a scuola sotto la guida di un insegnante tutor.

È previsto anche che la formazione dei docenti per il sostegno sia affidata alle università, mentre per gli insegnanti di musica il sistema Afam (alta formazione artistica e musicale) formerà i docenti nelle classi di abilitazione di propria competenza. In particolare, è stata rivista la classe di abilitazione per lo strumento musicale.

Il ministro Gelmini esprime tutta la sua soddisfazione: «Oggi iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico. Un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell’Italia e sostituiamo alle vecchie SSIS un percorso più snello, di un anno, coprogettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal semplice sapere al saper insegnare».