Sea Watch 3, proposta umanitaria: chiudiamo le strade, aboliamo i voti

di Marco Benedetto
Pubblicato il 1 luglio 2019 12:10 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2019 14:10
Sea Watch 3, proposta umanitaria: chiudiamo le strada, aboliamo i voti. E naturalmente facciamo sbarcare gli ospiti della nave Ong: nella foto Ansa, alcuni profughi, l'aria non sembra quella di moribondi né di aspiranti suicidi.

Sea Watch 3, proposta umanitaria: chiudiamo le strada, aboliamo i voti. E naturalmente facciamo sbarcare gli ospiti della nave Ong: nella foto Ansa, alcuni profughi, l’aria non sembra quella di moribondi né di aspiranti suicidi.

ROMA – Blocchiamo strade e autostrade, tutti a piedi, così facendo salveremo migliaia di vite umane. Eliminiamo le pagelle, anzi proprio le scuole, così allontaneremo il rischio di suicidi, paventato, con un ragionamento un po’ arzigogolato ma degno del padre del disastro delle province, da Del Rio  per i tosti e robusti giovanotti inquadrati a bordo della Sea Watch 3.

C’è sempre un principio etico e morale che giustifica atti illegali, da Robin Hood agli espropri proletari. Si dice della logica perversa del terrorismo, ma una logica c’è e un principio morale anche. Terroristi erano, ai loro tempi, molti che segnano la storia d’Italia che ci fanno studiare a scuola.

La capitana Carola Rackete non è Giuseppe Mazzini e nemmeno Tito Speri. Meno che mai lo sono Orfini, Faraone o Fratoianni. 

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Ma farne una specie di eroe della libertà e dei diritti è una fiera scemenza.E, se vi fidate di uno che di scemenze del genere ne ha sentite tante per più di mezzo secolo, da lì partì, incontrastata per convivenza, pavidità, contiguità morale di tanti buoni cristiani, la deriva di illegalità diffusa e condivisa da cui l’Italia non è più in grado di uscire.

A vedere le foto scattate sulla Sea Watch 3 e diffuse in rete dall’Ansa, quei cosiddetti migranti non sembrano molto propensi né a moire di malattia né per propria mano. Sembrano stremati, come scrivono alcuni giornali, più dalla noia che dalla fame. Piuttosto appaiono impazienti di scendere a terra per garantirsi un tetto sicuro o, come purtroppo accade, per fornire robuste braccia alla malavita organizzata.

Il cuore buonista italiano, che a sinistra sembra accentuare il battito, sul tema dei profughi ha purtroppo la vista terribilmente corta. Facciamoli scendere, è un dovere umanitario è la parola d’ordine diffusa. Cosa facciano poi dopo essere sbarcati, be’, quelli non sono fatti nostri. Al massimo sarà un problema di Salvini. E così accade e accadrà. La sordità dei benpensanti di sinistra ai lamenti dei ceti medi e medio bassi, li buttò nelle braccia di Mussolini. Togliatti riconobbe l’errore quando era ormai troppo tardi.

Marco Minniti non è Togliatti ma è un post comunista per bene e coerente. Delle sue penne si fa bello oggi Salvini. Il nuovo Pd ovviamente lo ha oscurato. Sicurezza è di sinistra è il suo dogma. La lezione della Danimarca non vale, purtroppo. Meglio giocare a Indiana Jones.