Gasperini è “invidioso” di Ferrara ma ha ragione

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 25 Settembre 2009 11:06 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2009 13:06

Gasperini e Ferrara: chi il migliore ?

Parafrasando Ari Kiev: “L’invidia deriva dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto avete raggiunto voi. Non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare il vostro insuccesso, bensì l’incapacità di valorizzare a dovere le qualità che possedete”.

Molto dell’acredine di questi giorni tra Ferrara e Gasperini è spiegabile dal fatto che l’allenatore dei rossoblù, pur trovandosi molto bene al Genoa, la scorsa Estate ha assaporato, e non poco, la possibilità di sedersi sulla panchina della sua ‘amata’ Juventus.

10 anni alla guida del settore giovanile bianconero non possono essere dimenticati in un amen. La carriera di Gasperini è fatta di molta gavetta e altrettanti meriti conquistati sul campo.

La sua carriera da allenatore si è sviluppata nel segno della Juventus: dopo la brillante esperienza con la Primavera bianconera, 1 Torneo di Viareggio per lui, si è trasferito al Crotone, squadra affiliata alla Juventus.

Con il Crotone, al primo colpo, ha raggiunto una prestigiosa promozione in Serie B. Nelle stagioni successive la sua squadra si è salvata agevolmente ed ha espresso un gioco arioso ed offensivo. Il tecnico raramente snatura la sua natura e la sua passione per il gioco d’attacco. 3-4-3, 3-5-2 offensivo sono da sempre i moduli preferiti da Gasperini.

Uno degli ultimi allenatori che applica con successo la difesa a tre ed il tridente. Le sue abilità da allenatore sono anche nel fatto che sa ottimizzare al meglio la rosa a sua disposizione.

Sculli, ala destra, e Criscito, ala sinistra, sono solamente due delle sue ultime perle. Con il Grifone, ormai da 3 anni, ottiene risultati eccellenti. Il prossimo traguardo è la Finale di Europa League e la qualificazione in Champions League.

Ciro Ferrara appartiene ad un’altra categoria di allenatori: zero gavetta e subito un incarico importante, incarico che molti allenatori non riescono a raggiungere, oppure, che raggiungono dopo 20 anni di carriera.

La stessa ‘invidia’ colpì Roberto Mancini che, subito dopo aver smesso di giocare, ottenne panchine di Serie A come Fiorentina, Lazio ed Inter. Molti sono i pareri, favorevoli e contrari, sul fatto che sia giusto o meno dare panchine importanti ad allenatori che non hanno esperienza alle spalle e che hanno appeso da poco tempo gli scarpini al chiodo.

Attualmente il trend ha esempi significativi in tutta Europa: Juventus e Milan hanno puntato su Leonardo e Ferrara, principalmente per motivazioni economiche, il Barcellona, lo scorso anno, ha affidato la panchina a Guardiola che li ha premiati con un magnifico Triplete (Champions League, Coppa di Spagna e Liga).

Il Livorno, a partire dalle fasi finali della scorsa Serie B, ha affidato la panchina ad una sua ex gloria: Gennaro Ruotolo. L’Atalanta  ha esonerato Gregucci, 4 sconfitte su 4 per lui, ed ha affidato la panchina all’ambizioso e giovanissimo Antonio Conte. Insomma poche squadre puntano su ‘Vecchi Santoni’. Il nuovo avanza e Gasperini dovrà farsene, almeno per ora, una ragione.