Napoli, alla ricerca del carattere perduto

di Josi Gerardo Della Ragione
Pubblicato il 25 Settembre 2009 11:41 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2009 11:41

Napoli-Siena: Aronica titolare ?

Rabbia, sconforto e tanta, tanta voglia di dimenticare questo pessimo inizio di stagione. Ma il malumore della piazza partenopea è attraversato da una diversità ed un’originalità tipicamente meridionale. Anzi, incontestabilmente napoletana.

Una platea, munita di circa 6 milioni di supporter sparsi in tutto il mondo, delusa non per il gioco mancato o per un goal annullato, che non si sorprende per un frasegio lento o per un De Sanctis mai sicuro negli interventi in uscita.

Una torcida azzurra che, addirittura, non fa neanche troppa attenzione ad una panchina corta, alla cessione di Blasi o alle tre reti dell’esterno sinistro (e si sottolinea il termine sinistro) Mannini approdato nella patria di Cassano. Perchè pensare di scervellarsi per i 9 milioni investiti per Denis o per i 7 sganciati per impossessarsi del cartellino di Zuniga?

Per quale motivo dovremmo comprendere i motivi del mancato acquisto di Dossena? Queste questioni, seguendo gli utilissimi consigli del dg Marino, meglio lasciarle ai sapientoni. Tematiche fatte e impacchettate per poi essere discusse nei saloni del calcio moderno.

Enigmi che possono riscontrare l’interesse di tutti coloro che, in maniera quasi imparziale, amano questo sport fatto di numeri ed alchimie. Il tifoso invece, quello che non ama il calcio, ma il quale adora in prima istanza il suo Napoli, denota la primaria mancanza di un fattore dal quale non può prescindere: il carattere.

Una merce, rara, che è ravvisabile nelle maglie sudate di un giocatore, negli scatti continui di un incontrista, nelle ramanzine ossessive di un portiere o in un’eccessiva frenesia di un tecnico sempre pronto a rinvigorire i propri uomini. Una dote che il Napoli delle promozioni, quello della C ed anche quello brutto ma esaltante di alcuni anni fa, possedeva nel proprio DNA.

Una caratteristica, forse, persa al mercato del nuovo quinquennio, mentre si scovava tra gli scaffali, alla ricerca di talento, classe ed esperienza. Dispersa nella confusione di nuovi acquisti e dei tanti soldi spesi. Si spera, solamente, che sia rimasto qualche spicciolo utile per ritornare indietro e cercarla nello scuro dei saloni milanesi.

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