Sicurezza/ Il disegno di legge approvato al Senato. Palazzo Madama ha dato il via libera con 157 voti favorevoli, 127 no e 3 astenuti

Pubblicato il 2 Luglio 2009 - 13:57 OLTRE 6 MESI FA

Il ddl sicurezza è diventato legge dello Stato. Il Senato ha dato il via libera definitivo al provvedimento: i sì sono stati 157 (Pdl, Lega), i no 124 (Pd, Idv, Udc), gli astenuti 3.

La norma introduce il reato di clandestinità: gli immigrati irregolari rischieranno dunque il processo. La permanenza nei Centri di identificazione temporanea potrà toccare i 180 giorni (finora il limite era di 60), mentre i cittadini potranno organizzarsi in ronde non armate. Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitti case o locali ai clandestini e per insulti a pubblico ufficiale.

Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il 41-bis sulla detenzione dei boss mafiosi. Rispetto alla stesura precedente, torna l’obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l’esclusione dalle gare d’appalto, che scatta anche quando la richiesta del pizzo emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio.

Il varo definitivo del provvedimento ha provocato una vera e propria bagarre in aula. Con i senatori dell’Italia dei Valori che hanno alzato in aula cartelli con scritto: «I veri clandestini siete voi. Governo: clandestino del diritto». Canta vittoria invece la Lega Nord. Primo fra tutti il ministro dell’Interno Roberto Maroni. I senatori del Carroccio, tutti rigorosamente con cravatte “verde Padania” si sono alzati in piedi facendo con le mani segno di vittoria. «Una legge per gli italiani», ha commentato Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori del Pdl, mentre per l’opposizione è «un pugno sbattuto sul tavolo. Così si favorisce la clandestinità», ha sostenuto Anna Finocchiaro, omologa nel Pd.

Duro il commento del Vaticano: la nuova legge porterà «molti dolori e difficoltà» agli immigrati, secondo il segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti, monsignor Agostino Marchetto.