Smartphones nemici degli impiegati, con BlackBerry e iPhone i capi ufficio non chiudono per ferie

Italiani grandi lavoratori. Non ci crede nessuno, almeno all’estero, ma è così. Soprattutto da quando sono sbarcati nel nostro paese BlackBerry e iPhone. Bebbe Severgnini sul Corriere della Sera racconta come da quando questi aggeggi sono entrati nelle nostre vite anche la pausa concordata per le ferie, agosto, sia stata cancellata.

“Capi scatenati” che grazie ai “telefoni intelligenti (smartphones)” bombardano con messaggi, mail e allegati dai luoghi turistici “dipendenti, collaboratori, sottoposti, segretarie e assistenti”. Un fenomeno non solo italiano, come scrive anche il “Financial Times” che segnala come “l’iperattivismo estivo è diventato il nuovo marchio della City (con tutti i pasticci che hanno combinato, ci si chiede, non potrebbero starsene tranquilli?)”.

“Una coppia di amici di Seattle – scrive il giornalista – mi ha convinto che anche negli Usa il fenomeno è imponente. Lei e mia moglie, sagge, controllavano la presenza di meduse in mare; lui ed io, frenetici, quella di email su iPhone, BlackBerry, AirBook, Ipad (e tanta grazia che il Kindle non riceve la posta). Ma il capo americano è magnanimo, si sente eroico e ha istinti masochisti: arriva per primo, lascia per ultimo, lavora la domenica in agosto all’ estero; e non pretende di essere imitato”.

Poi ci sono i capi imbranati, quelli che partono con nessuna conoscenza tecnologica, ma sanno della sua esistenza. Allora scrive divertito Severgnini: “Per arrivare all’agognata – da lui – connessione perenne (always on) deve prima sincronizzare il programma di posta. Non ne è capace, e lo chiede per telefono a voi («Come si fa? Dove si schiaccia? Quando si apre?»). E voi dovete aiutarlo ad affilare le armi con cui vi torturerà: terribile”. Un capo sadico che vuole essere onnipresente e onnisciente, la tecnologia degli smartphones tutto questo lo permette, ma in mezzo al mare la connessione traballa “abbarbicato a prua, scruta l’orizzonte cercando di avvistare la costa. “Terra!”, grida sopra il rumore delle onde. Perché se c’è terra c’è campo. Così dicono i vecchi contadini e i nuovi capi. I primi sono più saggi dei secondi”.

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