Tumori. Trovata in Italia possibile cura per il cancro al seno

Le cellule staminali tumorali, la parte dei tumori resistente ai farmaci e responsabile delle recidive, possono essere combattute con delle sostanze che interferiscono con la loro proliferazione. Lo afferma uno studio italiano sul tumore della mammella pubblicato dalla rivista Cell Cycle.

I ricercatori dell’Area di Medicina Molecolare dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, in collaborazione con quelli dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, hanno sperimentato oltre 200 sostanze naturali e sintetiche su staminali tumorali da carcinoma mammario. Sono state individuate quattro sostanze, tra cui la buteina, un antiossidante naturale, che hanno effetti solo sulle cellule staminali tumorali mentre hanno un’azione blanda sia sulle altre cellule tumorali non-staminali che su quelle normali.

”Le cellule staminali tumorali – spiega Mario Cioce dell’istituto Regina Elena – sono così chiamate perché somigliano alle cellule staminali somatiche in quanto hanno la capacità di rigenerarsi. Tuttavia mentre le cellule staminali somatiche servono a ricostituire i tessuti durante tutta la vita di un individuo, le cellule staminali tumorali riformano il tumore. La nostra speranza è che colpendo questa sottopopolazione di cellule possiamo cominciare a parlare di ‘cura’ del tumore, rimuovendolo dalla radice e quindi privandolo della la sua capacità di ripartire”.

La scoperta potrebbe essere usata anche per la prevenzione: ”Una delle idee alla base delle nostre ricerche – conferma Paola Muti, direttore scientifico dell’istituto romano – è che dove c’è il sospetto che ci sia l’esposizione a fattori che possono causare i tumori si possa intervenire subito con sostanze innocue, che però agiscono contro le staminali, una sorta di ‘prevenzione molecolare’ dei tumori”.

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