Statali assenteisti, Madia: guerra ma non ora Natale è salvo

Pubblicato il 28 Novembre 2015 10:27 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2015 10:27
Statali assenteisti, Madia: guerra ma non ora Natale è salvo

Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione. Ha promesso guerra agli statali assenteisti, ma dalla prossima primavera

ROMA – Una escalation della guerra agli statali assenteisti, è stata annunciata da Marianna Madia, ministro della Pubblica Amministrazione. Sembra un po’ “facite a faccia feroce”, ma con i fucili di legno.

Licenziare gli statali, scrive Andrea Bassi sul Messaggero di Roma, sarà un pochino più facile. Solo un pochino, e se ne parlerà forse fra sei mesi, ma è un passo avanti, sulla strada di allineare le garanzie della Repubblica Socialista Italiana ai tempi.

Andrea Bassi elabora e arricchisce le parole della Madia riportate dalla agenzia Ansa, ma non sembra crederci molto nemmeno lui.

Chi vuole fare ponti lunghi o rimpolpare le proprie ferie per Natale, Capodanno, Befana e Pasqua ci stia attento, la Madia è in agguato, anche se con un fucile a salve, perché difficilmente le severe norme annunciate saranno retroattive.

Sono parole del ministro Marianna Madia, riportate a verbale dalla agenzia Ansa:

In tema “di procedimenti disciplinari nel testo unico sul pubblico impiego noi abbiamo un focus specifico sulle assenze particolari, le assenze reiterate, le assenze di massa.

“Vogliamo fare in modo che il procedimento disciplinare sia un procedimento che ha un inizio ma che ha anche una fine: quindi che le norme che già ci sono anche nel nostro ordinamento siano norme non teoriche ma che si concretizzano se il dipendente sbaglia”.

Ma come ha intenzione di intervenire il governo? incalza Andrea Bassi che si risponde così:

“Modificando le norme sui licenziamenti per scarso rendimento, già introdotte dalla riforma Brunetta anche nel pubblico impiego. Oggi le norme prevedono che il licenziamento per scarso rendimento deve sostanzialmente avere due caratteristiche. Deve innanzitutto essere legato ad una valutazione biennale delle prestazioni del lavoratore pubblico. E poi deve avere una sorta di elemento soggettivo. Il dipendente cioè, deve essersi macchiato di qualche “colpa”.

Oltre a non avere una prestazione soddisfacente, deve aver violato qualche norma di legge o il contratto.

Se però si assenta ogni lunedì, o in un giorno prefestivo, e ha un certificato apparentemente valido, oggi è difficile metterlo alla porta. Le assenze anomale, quelle reiterate o di massa, verranno invece esplicitamente indicate come “colpa” da valutare ai fini del licenziamento. Si tratta solo di un primo passaggio. Il secondo mattoncino della riforma del lavoro pubblico al quale lavora il ministero della Funzione pubblica, è la semplificazione del procedimento”.

 

Nella Repubblica degli annunci, constata amaramente Andrea Bassi,

“le nuove norme sul lavoro pubblico sono per il momento ancora un cantiere. La riforma Madia prevede che per attuare questa parte della delega, il governo abbia a disposizione 18 mesi. Il testo definitivo, dunque, non si avrà prima della prossima primavera”.