Tabularasa. E che non piaccia a chi vuole che si taccia

Pubblicato il 25 luglio 2010 10:02 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2010 10:02

Si e’ concluso a Reggio Calabria Tabularasa, primo contest dedicato all’editoria di inchiesta e di denuncia, organizzato dall’associazione Urba e dal quotidiano on line www.strill.it, che ha portato nel corso di quattro serate oltre 20 tra autori, giornalisti, magistrati, attori.

‘La pregnanza degli argomenti trattati e lo spessore degli ospiti – hanno detto Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, fondatori di Strill.it e ideatori di ”Tabularasa” – ha dimostrato che quanto da noi perseguito e’ realizzabile: la Calabria puo’ essere la porta di accesso verso un processo di sviluppo della coscienza critica attraverso i liberi dibattiti pubblici, come testimoniato da migliaia di persone che in 4 serate hanno gremito la platea. Mentre l’Italia non si occupa della Calabria dalla Calabria ci si puo’ occupare dell’Italia”.

”Credo – ha detto Sergio Zavoli, premiato, insieme a Marcelle Padovani, Pietro Raschilla’, Cecilia Seppia e Federica De Sanctis dalla Fondazione Falcomata’ con ‘la matita rossa e blu’ in memoria di Italo Falcomata’ – che da Reggio Calabria stia partendo un segnale forte per il Paese. Le quattro serate di Tabularasa hanno raccolto migliaia di persone, interessate ed attente a tematiche delicatissime. E’ un segno che se si agisce bene, come in questo caso, poi la gente reagisce ancora meglio e che questo accada proprio in Calabria e’ altamente significativo”.
 
Umberto Ambrosoli, autore del libro ”Qualunque cosa succeda”, edizioni Sironi, ha ricordato nel suo intervento la figura del padre Giorgio, ”un uomo semplice – ha detto – che aveva i suoi ideali, principi indispensabili nei quali ci ha creduto sino all’ultimo, era un uomo responsabile. Oggi come allora la sensazione e’ di vivere in un Paese dove il rispetto delle regole, dell’ordinamento, dello Stato non e’ al primo posto. Manca il senso di responsabilita’, manca la voglia di formare e di plasmare ogni giorno il nostro Paese, secondo le aspirazioni e gli interessi di ciascuno”.
  
”Ho ascoltato con grande attenzione le parole di Ambrosoli” – ha detto Zavoli – e credo che a queste tutti noi dobbiamo rifarci. Il senso della responsabilita’, individuale e collettiva, va recuperato, anche attraverso serate come questa”.

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