Tariffe cellulari/ Costa caro parlare al telefonino in Italia, si risparmia di più nel nord Europa

Pubblicato il 11 Agosto 2009 20:22 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2009 20:22

Chiacchierare al cellulare? Attenzione perché potrebbe rivelarsi una vera e propria stangata. I più colpiti sono sicuramente gli statunitensi, ma anche gli italiani non scherzano.

Chi in Italia fa del suo telefonino un uso medio, con telefonate per poco più di due minuti al giorno, 600 sms e 8 mms in un anno, paga tre volte di più di un utente olandese e circa 1,6 volte meno di un americano. Questo è quanto emerge da un rapporto dell’Ocse, diffuso oggi dall’istituto economico di Parigi.

L’Italia non è tra i Paesi dove è più vantaggioso telefonare: il costo annuo è oltre la media dei Paesi Ocse per chi ha un traffico telefonico basso o medio, ed appena inferiore alla media per chi sua il telefonino in modo più intenso. Nella classifica dei 28 Paesi Ocse, l’Italia è sempre nella metà con i costi più alti: al diciannovesimo posto per chi fa un uso moderato del telefonino, al ventesimo posto per chi fa un uso medio, al sedicesimo posto per chi ha alti consumi telefonici.

Nei Paesi Ocse costa meno usare il telefonino in Danimarca (131,44) e poi in Olanda, Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia, Islanda, Austria, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Svizzera, Giappone, Polonia, Turchia, Regno Unito, Ungheria, Irlanda, Australia, Corea, Portogallo e Francia.

Per consolarci possiamo guardare ai Paesi che se la passano peggio, ovvero che pagano di più per usare il proprio telefonino. Sono Paesi come Grecia, Germania, Messico, Slovacchia, Repubblica Ceca, Canada, Spagna e Stati Uniti.

Più in generale, il rapporto Ocse (che non considera promozioni, chiamate gratuite, offerte o servizi scontate come per le telefonate tra familiari, colleghi o verso un numero preferito) indica che i prezzi più bassi sono in Finlandia, Paesi Bassi e Svezia. Tra il 2006 ed il 2008 (anno al quale si riferisce il report dell’Ocse) i prezzi sono diminuiti in media del 21% per un uso moderato, 28 per cento per un uso medio, 32 per cento per consumi alti.

L’Ocse sottolinea anche che il mercato dei messaggi sms resta particolarmente profittevole per gli operatori e che sono quindi aumentate le offerte dedicate e ricolte ai clienti più giovani.