Telecom: Vivendi, spada di Brenno-Arnaud: ne vuole 4 in Cda

di Marcella Merlo (Ansa)
Pubblicato il 16 Novembre 2015 11:13 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2015 11:13
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Arnaud de Puyfontaine, di Vivendi. Vuole 4 posti nel cda di Telecom

MILANO – (Ansa) Vivendi fa pesare la sua quota del 20% in Telecom e chiede 4 posti in Cda. In vista dell’assemblea del 15 dicembre per la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie il gruppo dei media che fa capo a Vincent Bollorè propone di integrare l’ordine del giorno per nominare 4 amministratori, portando così da 13 a 17 i componenti del board.

Con una richiesta arrivata domenica sera al termine del periodo utile concesso, Vivendi ha proposto di nominare nel consiglio del gruppo italiano il proprio amministratore Arnaud de Puyfontaine, il chief operating officer Stephane Roussel, il direttore finanziario Hervè Philippe e l’indipendente Felicité Herzog, ex responsabile sviluppo di Areva, la società del nucleare francese. La manager è oggi attiva come consulente. I quattro rimarranno in carica fino alla scadenza del Cda, dunque fino all’assemblea di primavera 2017 per l’approvazione del bilancio 2016.

Ricevuta la domanda del socio francese, Telecom, in una nota diffusa in serata, ha indicato che nei prossimi giorni si riunirà il board per assumere le delibere di competenza e integrare quindi l’ordine del giorno con le proposte arrivate da Parigi.

Arnaud de Puyfontaine sarà sentito in Consob. In particolare ribadirà con ogni probabilità che il gruppo non ha in mano azioni di risparmio. Di conseguenza si diluirà nel capitale con la conversione in programma. Prima di lui anche l’altro azionista francese, Xavier Niel, entrato con un blitz nell’azionariato di Telecom a fine ottobre 2015, era stato sentito in Consob. In quell’occasione aveva chiarito di aver in mano una partecipazione potenziale del 10% e di detenere azioni su un altro 5% che saranno però regolate per cassa e non in azioni.

Ma l’incontro di Arnaud de Puyfontaine con l’autorità che vigila sul mercato in italia e la riunione del consiglio non sono gli unici appuntamenti che attendono Telecom. È previsto anche l’avvio della gara per cedere una quota di circa il 40% di Inwit. Della società delle torri di trasmissione il gruppo ha in mano il 60%, e dopo aver portato l’azienda a piazza Affari punta ancora a far cassa. Interessati a rilevare la partecipazione ci sono la spagnola Cellnex, il fondo F2i ed EiTowers, la società delle torri di Mediaset.