Tell Me Who I Am: un gemello dimentica abusi dopo il coma, l’altro ricorda ma lo protegge. Il docufilm su Netflix

di Caterina Galloni
Pubblicato il 10 Novembre 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2019 19:33
Tell Me Who I Am: un gemello dimentica abusi dopo il coma, l'altro ricorda ma lo protegge. Il docufilm su Netflix

I gemelli Alex e Marcus Lewis con la madre Jill Dudley

LONDRA – Un’infanzia brutale vissuta realmente e cancellata dalla memoria: è l’incredibile storia di Alex Lewis, oggi 55enne, che a causa di un incidente in moto a 18 anni non ricordava niente e per 14 anni ha creduto di aver vissuto un’infanzia idilliaca. A nascondere la verità sulla madre violenta, che abusava se*sualmente dei figli e li “prestava” agli amici è stato il gemello Marcus. La loro crudele e commovente storia è raccontata nel documentario “Tell Me Who I Am is” su Netflix.  

L’incidente era stato terribile: Alex aveva chiesto un passaggio a un motociclista ma il veicolo aveva fatto una sbandata, il giovane era caduto, riportato un trauma cerebrale e rimasto in coma per tre settimane. Al risveglio non ricordava niente e nessuno, perdita totale di memoria: il suo nome, la vita passata, le circostanze dell’incidente: era tutto svanito. Salvo una persona, il gemello Marcus che salutò al risveglio con un “Ciao, Marky“.

C’era anche molto altro che la mente di Alex aveva cancellato. Non ricordava nulla di sua madre, Jill Dudley, che era quasi impossibile da dimenticare: alta, appariscente, molto eccentrica, un’accumulatrice compulsiva che, tra le altre cose, collezionava cani Chihuahua, al punto che, per un certo periodo in casa ce n’erano più di 60.  

Aveva altre ossessioni: principalmente di tipo se*suale. Le sue storie erano numerose ed era nota nei circoli aristocratici che frequentava per il suo appetito. Ma decisamente meno nota era la portata delle sue perversioni se*suali e che la famiglia nascondeva un segreto mostruoso: Jill Dudley per anni aveva abusato ses*ualmente dei suoi gemelli. Non solo ha compiuto atti indicibili nella dimora del XVI secolo nel Sussex, ma ha anche fatto “circolare” i figli in un gruppo di pervertiti dell’upper class che frequentava.

Ma dopo l’incidente, Alex aveva dimenticato tutto mentre per Marcus l’abuso era un ricordo dolorosamente presente. E non si è lasciato sfuggire un’opportunità: dare al gemello il “regalo” di un’infanzia felice, senza tutto quell’orrore. Marcus ha stravolto completamente la storia della loro vita, trasformando la realtà di una vita segnata da orribili abusi nella storia di una famiglia felice con una madre amorevole, sebbene eccentrica.

“All’inizio è stato facile” ammette oggi Marcus. “Alex si fidava totalmente di me. Ma poi ha iniziato a porre domande più complicate ed è allora che ho iniziato a inventare. Alla fine mi sono reso conto che non avrei mai potuto tornare indietro”. Riscrivere la storia della loro infanzia è stato terapeutico anche per Marcus che era profondamente traumatizzato.

Era talmente deciso a rielaborare la storia che riuscì a mantenere questo felice quadretto familiare per 13 anni ma ciò che avere costruito è crollato completamente dopo la morte della madre nel 1995. Mentre eliminavano dalla casa alcune cose di Jill, Alex aveva scoperto una fotografia indecente che li ritraeva nudi da bambini, con conseguenze sconvolgenti per entrambi. “A quel punto tutto si è disintegrato. Ho chiesto a Marcus di cosa si trattava, ma non mi aveva detto niente”, racconta Alex. “Alcune settimane dopo, gli ho fatto una domanda a bruciapelo: “La mamma abusato di noi?”. “Sì, è stata la risposta, e sono entrato in crisi”.

Alex implorò Marcus di dirgli la verità, ma il gemello voleva proteggere Alex e, ora ammette, anche se stesso. Alla fine raccontò ad Alex cosa accadde sia con lei che con i suoi “sodali”. Ma i ricordi erano così traumatici e così forte il suo desiderio di proteggere il gemello che Marcus non era ancora in grado di condividere l’intera la verità. All’apparenza la vita dei gemelli andò avanti normalmente. Viaggiarono e, grazie a una notevole eredità, investirono in alcune proprietà e aprirono un hotel a Zanzibar.

Alex si stabilì a nord di Londra; Marcus acquistò una proprietà nell’Hampshire. Si sono sposati ed entrambi hanno avuto due figli. Alex racconta che la moglie lo ha aiutato in gran parte a superare le conseguenze della sua orribile scoperta. La ricerca di Alex era mirata alla disperata ricerca di ritrovare la memoria ma entrambi ammettono di avere provato un profondo bisogno di ristabilire il loro legame da gemelli.

“La maggior parte dei fratelli funziona al 100%. I gemelli, gemelli identici, funzionano al 110%. Mi mancavano alcuni aspetti della mia vita e li rivolevo indietro, mi sentivo incompleto”. E c’era molto che Marcus nascondeva ad Alex. Alla loro nascita i genitori Jill e John Langford -Lewis pubblicarono un annuncio su Times. Tre settimane dopo un necrologio annunciava la morte di John Langford -Lewis in un incidente automobilistico mentre riportavano a casa il piccolo Alex che si salvò. Marcus invece era rimasto in ospedale perché aveva un’infezione toracica.  

Se John Langford-Lewis avesse indossato la cintura di sicurezza, è possibile che la storia dei gemelli sarebbe andata diversamente. Ma non fu così: i ragazzi crebbero con la sola madre, una svolta del destino con conseguenze orribili. Sette anni dopo la morte di John, la madre sposò Jack Dudley, un uomo freddo e severo. I gemelli non interagivano molto con lui, a parte entrare nel suo studio ogni sera, stringendogli la mano e dicendo: “Buona notte, signore”.

Non è difficile capire perché Marcus fosse così ansioso di dimenticare la loro infanzia e risparmiare il gemello. “L’abuso è iniziato quando avevo circa otto anni, forse prima. Non ho molti ricordi prima di allora perché ero profondamente traumatizzato”, racconta Marcus. “L’abuso sessuale non ha confini” e aggiunge che l’ultima volta che è successo, è stato quando aveva circa 14 anni. Sua madre lo aveva portato a casa di un noto artista londinese che Marcus non conosceva. Cenarono insieme poi come faceva sempre, sua madre lo lasciò e tornò a casa.

La serata si concluse come al solito, quando Marcus e Alex erano lasciati dalla madre soli con strani uomini: lo portò a letto. Ma, in quell’occasione, Marcus disse che non voleva, prese il treno per il Sussex e quando arrivò a casa fece aprire ad Alex una finestra così da poter entrare. “La mattina dopo la mamma è stata molto sorpresa di vedermi a colazione”, dice Marcus. “Ma non ha detto una parola. È stata l’ultima volta che è successo”.

I gemelli hanno scritto un libro sulle loro esperienze, Tell Me Who I Am, pubblicato nel 2013, ma è stato solo durante le riprese del documentario (ci sono voluti cinque anni prima che accettassero di raccontare la loro storia) che Marcus ha finalmente parlato apertamente dell’abuso. Mentre scrivevano il libro, scoprirono che la madre li aveva dati in adozione quando avevano un anno. “Non lo sapevamo”, dice Marcus. “La nostra ghostwriter, Joanna Hodgkin, ha trovato delle lettere di suoi amici che la spingevano a venire a prenderci dalla famiglia adottiva. Si vergognava di riprendere i suoi figli”.

Alla domanda se hanno voluto bene alla madre, in passato i gemelli hanno dato risposte molto simili. “E’ una domanda difficile”, aveva detto Marcus in un’intervista. “Sarebbe troppo facile dire di no. La risposta è che probabilmente le volevo bene”. Per quanto riguarda Alex aveva detto: “È difficile. Ero molto arrabbiato con lei. Se potessi capire perché lo ha fatto, probabilmente potrei volerle bene. In quel periodo ero un bambino, non conoscevo nulla di diverso ed era mia madre”.

Fonte: Daily Mail