Tricolore e inno/ Il reduce di El Alamein Mario Vetrugno attacca la Lega: “Senza bandiera e Fratelli d’Italia il Paese perde identità”

Pubblicato il 17 Agosto 2009 20:36 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2009 20:36

Mario Vetrugno, 92 anni, è un maresciallo reduce dalla battaglia di El Alamein, brevetto numero 42 di paracadutista della Folgore, prigioniero per alcuni giorni dei soldati inglesi.

Intervistato dall’Ansa, si scalda quando gli riferiscono che c’è qualcuno in Parlamento che vorrebbe cambiare l’inno italiano: «Chi fa queste proposte non sa che noi sul campo di battaglia siamo stati davvero “Fratelli d’Italia” e abbiamo combattuto per il tricolore». Insomma, senza bandiera e inno di Mameli l’Italia perderebbe la sua identità.

Il ricordo che gli affiora alla mente è quello della presa di Argostoli, capoluogo di Cefalonia: «Dal pennone tolsi la bandiera greca e issai il tricolore che tenevo nella tasca della giubba. Per tutti noi rimarrà un momento indimenticabile».