Troppi rischi e scarsa sicurezza: cala il “turismo odontoiatrico”

Pubblicato il 20 ottobre 2011 15:59 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2011 15:59

ROMA – Turismo odontoiatrico? Nessuna crescita, anzi. “Dopo alcuni anni in cui, favorito dall’interesse mediatico, il fenomeno ha spinto un certo numero di cittadini all’estero per le cure – per lo più i residenti nelle zone di confine con Slovenia e Croazia – oggi questo tipo di ‘viaggi’ sta cominciando ad essere visto con diffidenza”. I troppi rischi e la scarsa sicurezza sono alla base del calo. A dirlo è Gianfranco Prada, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), commentando la ricerca del Codacons che indica una crescita del 150% in 5 anni. “Sarebbe interessante – continua Prada – capire su quale base statistica è stato rilevato il dato riportato dal Codacons. Proprio qualche settimana fa l’Ocse, nel rapporto ‘Medical tourism: treatments, markets and health system implications: a scoping review’, evidenziava come non ci siano dati certi sul turismo sanitario. Certamente il fenomeno è reale ma molto marginale”. La gente, infatti, “ha capito che non solo non si risparmia, considerando gli spostamenti necessari per questi viaggi della speranza, i soggiorni, il disagio, ma soprattutto per via degli insuccessi ottenuti. Prevalentemente ci si reca all’estero per interventi di implantologia, il cui successo è legato al rispetto dei tempi clinici e ai materiali utilizzati”.

“La necessità di curare i pazienti in tempi molto brevi e di contenere i costi ha prodotto, a distanza di anni, il rigetto degli impianti con la conseguente perdita di tutto il lavoro protesico costringendo il paziente alla dentiera. Ed in questo caso – aggiunge Prada – i pazienti, di fatto, non possono rivalersi sul dentista straniero in quanto dovrebbero attivare una causa per ottenere il risarcimento nel Paese dove si sono recati per le cure. Anche la ‘garanzia’ italiana promessa da alcuni di questi tour operator che organizzano i viaggi non vale nulla: spesso i dentisti italiani che dovrebbero risolvere i problemi creati dai colleghi esteri non lo fanno per non diventare responsabili legalmente dei danni provocati”. “Poi ci sono i problemi, evidenziati anche dal Codacons – continua Prada – rispetto delle norme igienico-sanitarie. Quelle a cui i dentisti italiani devono sottostare sono tra le più garantiste per il paziente degli Stati europei”. “Spesso per il paziente italiano è difficile poi capire la cura che il dentista straniero gli propone anche se chi lo cura è un vero dentista abilitato. Ci si fida sempre del tour operator che sarà probabilmente bravo a scegliere il viaggio ed il soggiorno migliore ma difficilmente ha le competenze necessarie per indicare il dentista più competente a curare le disfunzioni del singolo”, conclude.