Il tumore che si crea una rete di vasi sanguigni per nutrirsi: la scoperta è italiana

Pubblicato il 22 Novembre 2010 11:01 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 11:01

È il tumore più aggressivo del cervello, ma la sua tattica di morte è stata appena svelata da scienziati italiani: si tratta del glioblastoma e il suo trucco è costruirsi una fitta rete di vasi sanguigni che lo nutrono. La scoperta è dell’equipe di Ruggero De Maria dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, insieme al dipartimento di Neurochirurgia della Cattolica di Roma, con l’Istituto Neurologico Besta di Milano.

“Per la prima volta — dice De Maria — ci siamo accorti che un tumore, invece di reclutare vasi sanguigni sani per nutrirsi, si crea da solo la propria rete. Sicuramente anche altre neoplasie molto aggressive come alcuni casi di melanoma e neuroblastoma adottano lo stesso meccanismo”.

”La scoperta – dichiara Roberto Pallini – può avere notevoli implicazioni terapeutiche in quanto l’individuazione di farmaci in grado di bloccare questo processo potrebbe costituire una terapia efficace per la cura di questi terribili tumori. Risultati positivi in tal senso sono già stati osservati da noi in modelli sperimentali di glioblastomi”.

Il glioblastoma multiforme, il più frequente e il più mortale tumore del cervello, colpisce nel mondo 175 mila persone e causa 125.000 morti ogni anno. In Italia si contano 4 nuovi casi su 100.000 abitanti ogni anno. Nella maggior parte dei casi il tumore lascia un anno di vita dal momento della diagnosi. ”Recenti ricerche hanno fornito prove che una famiglia di cellule staminali neurali è responsabile dello sviluppo di questo tumore”, spiega Maira della Cattolica.

Pubblicato sulla rivista Nature, ”il nostro studio – continua Maira – svela che il glioblastoma (e forse altri tumori altrettanto aggressivi) utilizza queste staminali anche per costruirsi una propria fittissima rete di nuovi vasi sanguigni che lo nutre e gli porta aria in modo molto più efficiente di quanto farebbero i vasi sanguigni sani del corpo”. ”Sapevamo che questo tumore è molto più vascolarizzato di altre neoplasie – afferma De Maria – ora abbiamo capito perche”’.

Il glioblastoma è così furbo che quando cresce troppo e ha bisogno di più ossigeno e nutrimento costringe le staminali tumorali a formare nuovi vasi sanguigni. Infatti ”abbiamo visto che dal 20 al 90% – in media il 60,7% – delle cellule endoteliali hanno lo stesso profilo genetico delle cellule del tumore, cioè significa che gran parte di questo endotelio è di origine neoplastica”.

La scoperta è importante e foriera di novità per i malati: ”questo processo di formazione di vasi aberranti è sicuramente comune ad altri tumori aggressivi – spiega De Maria – e noi abbiamo già un’idea di quali potrebbero essere i farmaci innovativi che potrebbero bloccare il processo e quindi arrestare il tumore”.