Usa/ Clonati 130 milioni carte di credito e bancomat, incriminati tre hacker. Uno dei pirati è di Miami, gli altri due russi

Pubblicato il 17 Agosto 2009 20:45 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2009 22:41

hackerColossale attacco degli hacker negli Stati Uniti. Tre pirati informatici sono stati accusati di aver rubato 130 milioni di numeri di carte di credito. Questo viene considerato «il più vasto caso di pirateria informatica e furto di identità della storia della giustizia americana».

Due dei tre hacker vivono «in Russia o vicino alla Russia». Il terzo è Albert “Segvec” Gonzalez, 28 anni di Miami, un ex informatore del Secret Service in attesa di processo per un altro maxi-caso di hackeraggio del 2003. I tre sono stati accusati del maxi-furto dei numeri di carte di credito e bancomat.

I dati raccolti venivano venduti a terzi che li utilizzavano per acquisti fraudolenti. Il nuovo attacco è avvenuto ai danni della Heartland Payment Systems, una delle più grosse società di transazioni elettroniche, e dei supermercati Hannaford Brothers.

Vittima dei pirati sono state anche la catena di piccoli supermercati Seven-Eleven, popolarissimi negli Usa, e altre due catene commerciali non identificate. Gonzalez e uno dei complici «avevano trovato le vittime delle loro scorribande digitali nella lista delle società Fortune 500, ne avevano studiato i sistemi di pagamento individuandone le vulnerabilità».

Per l’hackeraggio venivano usati computer presi in leasing o comunque controllati dai pirati in California, Illinois, New Jersey e Lettonia, Ucraina e Olanda. Le operazioni sarebbero scattate nel 2007. Nel caso di Heartland, che lo scorso gennaio aveva lanciato l’allarme, gli hackers erano riusciti a catturare i numeri di conto e le date di scadenza delle carte e nel venti per cento dei casi anche i nomi dei titolari.