Ustica, il governo non impugnerà la sentenza di risarcimento alle vittime

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Giugno 2013 13:11 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2013 13:12
Ustica, il governo non impugnerà la sentenza di risarcimento alle vittime

Ustica, il governo non impugnerà la sentenza di risarcimento alle vittime

ROMA – “Il governo non ha intenzione di impugnare la sentenza definitiva con cui la Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Questa determinazione – prosegue la nota – è motivata da ragioni giuridiche, in quanto un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo Stato a ulteriori spese. Ma soprattutto è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari. La sentenza definitiva della Cassazione andrà semplicemente eseguita” conclude la nota.

Il caso era scoppiato giovedì, nel 33esimo anniversario della strage, dopo che il senatore Pdl Carlo Giovanardi aveva rivelato che lo scorso 9 febbraio — con una comunicazione spedita alla Presidenza del consiglio e ai ministeri della Difesa e delle Infrastrutture — l’avvocato generale dello Stato Massimo Giannuzzi e il suo vice avevano suggerito ai referenti di presentare un “ricorso per revocazione” alla Cassazione, per cancellare la sentenza con cui la stessa Corte aveva dato il via libera definitivo al risarcimento di tre parenti.

Il ricorso preannunciato da Giovanardi – e smentito ufficialmente oggi dal governo – aveva suscitato le proteste, tra gli altri, dei sindaci di Bologna e Palermo, Virginio Merola e Leoluca Orlando, e della presidente dell’Associazione famigliari delle vittime di Ustica Daria Bonfietti.

A fine gennaio, dopo il nulla di fatto dei processi penali, la Cassazione in sede civile, impose allo Stato di risarcire i familiari delle vittime per non aver garantito sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli.

Per la Suprema Corte, dunque, la tragedia avvenne a causa di un missile e non di un’esplosione interna al Dc9 Itavia con 81 persone a bordo. Per la Cassazione era “abbondantemente e congruamente motivata la tesi del missile” accolta dalla Corte di Appello di Palermo a fondamento delle prime richieste risarcitorie contro lo Stato presentate dai familiari di tre vittime della strage.

Nessun ulteriore attesa, nessuna coda giuridica, la sentenza della Cassazione, conclude la nota di palazzo Chigi, “verrà semplicemente eseguita.