Vacanze/ Il grande affare dei gestori di stabilimenti balneari: allo Stato si pagano affitti di fame

Pubblicato il 16 Giugno 2009 13:15 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2009 14:53

Stessa spiaggia, stesso mare e stessa serena e intoccabile spudoratezza: i gestori degli stabilimenti pagano allo Stato che ne è proprietario un affitto di centinaia, al massimo migliaia di euro al mese a fronte di incassi cento, mille volte superiori. Una cabina vale 4mila euro a stagione, a tanto viene venduta nello stabilimento Twiga in Versilia, 4mila euro è quanto versa lo stabilimento allo Stato in un anno. Non è un esempio, è la regola.

A Ostia per 30mila metri quadrati di spiaggia il gestore paga 30mila euro l’anno. La media nazionale è un affitto pari al 5 per cento del fatturato dell’attività, nelle altre attività commerciali l’affitto, lo calcolano gli stessi commercianti, incide almeno per il 30 per cento. Gestori di stabilimento dunque privilegiati, da sempre. E per sempre: sono almeno quattro i governi di centro sinistra e di centro destra che ci hanno provato ad alzare gli affitti. Niente, i gestori non pagano. Anzi si lamentano pure dei costi crescenti, come quel gestore di Fregene che, pagando 1400 euro al mese di affitto e incassando in un solo week-end diecimila euro, di fronte alla richiesta di un raddoppio del canone ha deciso di mollare e ha venduto la sua concessione per due milioni di euro. Cioè ha venduto la spiaggia dello Stato, di tutti, al valore di mercato di una spiaggia privata.