Vecchi e caldo è un binomio pericolosissimo

Pubblicato il 27 luglio 2010 10:03 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 10:03

Non è una parodia di Hemingway, ma una semplice nota di cronaca corredata da un’ipotesi neppure troppo remota. Fa caldo, fa molto caldo, fa troppo caldo. E siamo un Paese per vecchi, geriatrico fino all’inverosimile. Solo la percentuale di poppanti figli di immigrati rende la proporzione nazionale demograficamente non insostenibile. Vecchi e caldo è un binomio pericolosissimo, almeno per i primi.

Quando anni fa ci fu un’estate particolarmente torrida, con gradi e umidità spaventosi e inediti fin dalla fine di maggio, ci furono vittime e malori continui e gli ospedali si intasarono. Emergenza, emergenza, tremenda emergenza. Nulla su cui scherzare, per carità, in un Paese che affonda nella banale routine quotidiana. Partirono dunque le direttive preoccupate del governo, allora come oggi presieduto da Berlusconi. Il messaggio fu, per la primissima, per la terza e la quarta età: andate a cercare fresco nei supermercati o nelle caserme, che hanno l’aria condizionata, dal momento che se gli ancora sani o i diversamente ammalati si rifugiano anche loro negli ospedali, tali ospedali scoppiano.

L’avvertimento e l’esortazione non produssero granché. Intanto, si scoprì immediatamente che le caserme non avevano l’aria condizionata e anzi i soldati semplici erano incazzatissimi per le differenze con i graduati (meglio se alti) che invece ne godevano nei loro uffici. Gli ufficiali però non aprirono le loro singole porte all’esercito di pantere grigie sfiancate dalla temperatura. Così, niet per le caserme. Ci fu più movimento per i supermercati. Che quindi potrebbero ripetere oggi l’esperienza. C’è un piccolo problema. Che non c’è in giro un euro, a quel che pare, per lo meno per le fasce più deboli e meno abbienti, anziani ovviamente compresi o addirittura elevati a potenza. Del disagio e del rischio. Così che andare alla questua dell’aria condizionata e del fresco meglio se nel reparto surgelati senza comprare nulla produrrebbe oggi un effetto insieme drammatico ed esilarante.

Quindi il monito sui supermercati nicchie di frescura accogliente per bimbi e nonni non è ancora stato diramato e magari non lo sarà neppure. Il problema resta. Modesta proposta alla Swift, quello che trecento anni fa suggeriva di “mangiare i bambini” per risolvere una buona volta la questione della povertà. E se provassimo con le automobili ? C’è un Marchionne in grande spolvero alla Fiat, produttivamente in bilico tra Italia e Serbia ma sempre più serbo a dimostrazione dell’imperitura incidenza di Totò nel nostro Paese (“i serbi serbono”, anche se lui usava la “v”…): potrebbe profittare del particolare momento termico per lanciare un “adotta un anziano nella tua macchina Fiat”.

Un qualcosa tipo “adottalo Fiat, e condividi un po’ di aria condizionata con lui. Se puoi, fagli portare anche il nipotino. Dove andranno? Da nessuna parte, la benzina costa, staranno fermi, con l’aria condizionata e il motore acceso, così da trascorrere serenamente il periodo più caliente dell’estate. Le auto inquineranno? Forse, ma solo un poco, da ferme, e sarà anche un allenamento di immagine per il futuro fermo che il traffico sta per consegnare alle nuove generazioni”. Firmato l’uomo del pullover, forse di questi tempi della polo a maniche corte…Si attende che il Governo presti attenzione a questa facile soluzione, mi pare non ancora finale…

 
da Tiscali notizie, Indietro Savoia 
23 luglio 2010


Leggi l’articolo originale su: italiopoli

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