Crolla il prezzo del Viagra in farmacia. Acquistare on-line è meno sicuro ma tira di più

Pubblicato il 21 luglio 2010 13:20 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 15:17

Acquistare Viagra, o Cialis o altri surrogati, è sicuro e perfettamente legale. Basta la ricetta e il farmacista sarà ben lieto di tirarla fuori dallo scaffale. Sarà lieto solo lui, però: perchè non si tratta di comprare un filone di pane. La vergogna assale l’imbarazzato cliente. Che figura! Cosa penseranno di me? Un imbarazzo che paralizza: chi entra in farmacia e ne esce subito, chi se ne va con un inutile shampoo alle erbe, chi si mette balbettare.Per fortuna dei fan dell’aiutino, però, esiste Internet.  E l’anonimato garantito. E’ meno sicuro, non serve la ricetta, il pacchetto è recapitato direttamente a casa.

La diffusione esponenziale del ricorso alle “farmacie” on line produce un cambiamento che ha parecchi risvolti negativi. Minore sicurezza, dosaggi sbagliati, contraffazioni, sgraditi effetti collaterali. Insomma tutta la gamma di  controindicazioni cui è esposto il paziente che si cura con il metodo fai da te, lontano dalle prescrizioni dei medici e dalle avvertenze necessarie. E rigorosamente on-line.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia: la Bayer, per esempio, titolare del brevetto Viagra, si è vista costretta ad abbattere radicalmente il costo della pillola miracolosa. La cifra è stata ridotta di due terzi per contrastare il dominio montante delle web-pharmacy, fenomeno al quale non è estranea la crisi economica. La confezione di compresse da 5 milligrammi passerà da euro 40,30 a soli 13,10, mentre quella da 10 milligrami da 47,30 a 26,20 euro. Davvero prezzi di saldo.

Il blu Viagra, il giallo Cialis, l’arancione Levitra (le tre pillole che combattono la disfunzione erettile), on line arrivano a costare anche un quarto del prezzo in farmacia. Un richiamo irresistibile. In tema di salute, i clic quotidiani raggiungono quota 12 milioni. Nel 2009 e nel primo semestre del 2010 sono stati sequestrati in Italia 1,75 milioni di farmaci, il 20% del quale illegale. Una gran parte è fabbricata con materie prime scadenti e potenzialmente tossiche, altri sono scaduti se non contraffatti.  Il giro d’affari, solo in Italia, è di circa 3 miliardi di euro l’anno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già lanciato l’appello soprattutto per i farmaci “life style products” che comprendono anabolizzanti, ormoni della crescita e appunto quelli per i problemi della disfunzione erettile. Si consideri che il 16% degli maschi tra i 16 i 75 anni ne soffre.