Viareggio/ Disastro ferroviario: “Un asse del carro merci si è spezzato, sulla superficie c’era ruggine”. La procura di Lucca ha aperto un’inchiesta, mentre sono terminate le operazioni di bonifica e sicurezza della stazione

Pubblicato il 2 Luglio 2009 10:00 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2009 10:00

Sui binari neri di fumo della stazione di Viareggio adesso è vietato passare. L’ultimo convoglio che ha percorso quelle rotaie adesso è distrutto e la sua carcassa è sotto accusa.

La tragedia del treno merci esploso nella notte di lunedì è stata provocata dalla fuoriuscita di gas Gpl dal carro cisternnna che lo trasportava. Un asse si è spezzato e la parte in cui c’è stata la rottura presenta  tracce di ruggine. Anche la ruota è macchiata e corrosa.

Proprio nel punto in cui l’asse fuoriesce da essa il convoglio ha ceduto e adesso si cercano i responsabili. Chi doveva controllare l’effettiva sicurezza di quel primo carrello della prima ferrocisterna del treno 50325? Su una piccola sezione dell’asse spezzato si vedono i segni di una saldatura e nel mirino della procura di Lucca c’è proprio la qualità dei ricambi.

È stata aperta un’inchiesta per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo. L’unico modo per verificare l’integrità dei pezzi è stato «aprire il coperchio della boccola che si è distaccata, per rilevare la sigla presente sulla testa del fusello, relativo agli ultimi ultrasuoni eseguiti», ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

Quel carro però è esploso a Viareggio e ora si cercano motivazioni e responsabilità. La società che si è occupata della manutenzione è la Cima riparazioni Spa e l’ultima revisione è stata fatta il 2 marzo scorso. L’amministratore delegato Giuseppe Pacchioni ha sottolineato: «Da quello che abbiamo verificato in questo momento, il nostro lavoro è stato svolto in maniera corretta e adeguata. Stiamo collaborando con gli inquirenti per capire esattamente cosa è successo.  Noi abbiamo sostituito delle ruote che ci sono state consegnate dalla Gatx, la società proprietaria del carro».

Dunque la falla nelle procedure di sicurezza potrebbe trovarsi proprio nei materiali consegnati già difettosi, ma questa ipotesi deve essere dimostrata perché le ruote sono state verificate.  Bisogna ricostruire date, nomi e oggetto delle revisioni cui è stato sottoposto il carro per accertare la provenienza e la qualità delle parti per escludere che possa essere stata usata della componentistica usurata.

Secondo quanto riporta l’edizione fiorentina del quotidiano la Repubblica, «un’ipotesi ritenuta verosimile dai tecnici è che si sia trattato di una fusione da attrito per difetto di lubrificazione. Un difetto che può essere agevolmente segnalato. Esiste una apparecchiatura per il rilevamento della temperatura delle boccole (Rtb) che viene installata lungo le linee e registra il calore dell’ingranaggio anche in treni che procedono a 200 km all´ora. Se la temperatura supera certi limiti scatta l’allarme e i macchinisti devono fermarsi. L’inchiesta dovrà stabilire se la linea La Spezia-Pisa fosse dotata di Rtb, e se sì come mai non sia scattato l’allarme».

Dopo la morte di 18 persone, mentre l’80 per cento dei feriti è in condizioni gravissime e il bilancio del disastro potrebbe salire ancora, sorge la necessità di capire se il deragliamento, con conseguente esplosione, si sarebbe potuto evitare.

Intanto nella città toscana lentamente si ritorna alla vita normale: nella notte di mercoledì si sono concluse  le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dei vigili del fuoco alla stazione di Viareggio ed entro giovedì comincerà il rientro nelle abitazioni dei circa mille sfollati della zona rossa.