Videocracy, trailer bocciato da Rai e Mediaset perchè “critica il Governo”

Pubblicato il 27 agosto 2009 9:17 | Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2009 9:17

videocracyNessun passaggio pubblicitario su Rai e Mediaset per “Videocracy”, il film di Erik Gandini che racconta gli ultimi trent’anni di storia del sistema radio-televisivo del nostro Paese.

Se il no di Mediaset era nelle attese ,  quello della Rai, però, è destinato a far discutere.  Domenico Procacci, della Fandango, il gruppo produttore di Videocracy,spiega così il rifiuto del gruppo commerciale: «Ci hanno detto che secondo loro film e trailer sono un attacco al sistema tv commerciale, quindi non ritenevano opportuno mandarlo in onda proprio sulle reti Mediaset».

Ma è il “no” della Rai a non andare giù alla Fandango. L’AnicaGas, la società che gestisce i trailer per la televisione pubblica ha spiegato «che si tratta di un messaggio politico e non di un film». Per Procacci è una motivazione che «pare surreale».

Anche se questo non è un momento di campagna elettorale i vertici di viale Mazzini hanno spiegato alla Fandango, che Videocracy veicolerebbe un «inequivocabile messaggio politico di critica al governo». Qualcosa che, secondo la Rai, non può passare se non è seguito immediatamente da un messaggio di segno opposto.

Procacci, però, è incredulo: «Mi pare chiaro che in Rai Videocracy è visto come un attacco a Berlusconi. In realtà è il racconto di come il nostro paese sia cambiato in questi ultimi trent’anni e del ruolo delle tv commerciali nel cambiamento. Quello che Nanni Moretti definisce la creazione di un sistema di disvalori».

Ultimo aspetto critico del film è la presenza di alcune immagini di Villa Certosa. La Fandango spiega che le riprese sono terminate prima che scoppiasse la polemica su Noemi Letizia e sulle foto di Zappiddu.

Alla Rai, però, la spiegazione non basta: la presenza di alcuni programmi,  «caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all’ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso (il presidente del consiglio) e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell’attività di imprenditore televisivo».