Il virus nel pc? Frutto di un complotto contro gli Usa. E i tecnici truffano il cliente per 20 milioni di dollari

Pubblicato il 11 Novembre 2010 17:06 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2010 17:06

Una truffa da venti milioni di dollari, ottenuti con la minaccia inventata di un complotto mondiale: la vittima di questa storia è Roger C. Davidson, pianista e compositore, oltre che ricco erede dei magnanti del petrolio Schlumberger Ltd.

E’ il 2004 quando Davidson va nel centro di assistenza per pc Datalink Computer Products di Mount Kisco nello stato di New York. Vuole far rimuovere un virus informatico dal disco rigido e mettere così al riparo i suoi preziosi file musicali salvati nel computer.

Ma i due gestori del negozio non si limitano a fare il loro lavoro, tutt’altro. Vickram Bedi e la sua compagna Helga Invarsdottir raccontano al loro cliente che il virus nel suo pc proviene da un misterioso server situato in un remoto villaggio dell’Honduras. A infettare il pc sarebbero stati alcuni sacerdoti polacchi dell’Opus Dei che starebbero pianificando un complotto contro Davidson e contro il governo degli Stati Uniti.

Per mettere al sicuro Davidson e la sua famiglia, oltre ai suoi file, i due millantano conoscenze negli ambienti della Cia utili al caso. Ma anche molto costose: 160mila dollari al mese, che l’uomo non esita a versare. Per sei anni.

Fino a quando, la scorsa settimana, sono scattate le manette per i due, pronti per partire verso l’Islanda, il Paese d’origine di Invarsdottir.

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