Yemen/ Un airbus si schianta al largo delle isole Comore con 153 persone a bordo

Pubblicato il 30 Giugno 2009 8:29 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2009 17:12

Un Airbus A310 della compagnia aerea Yemenia Air con 153 persone a bordo è precipitato nella notte al largo delle coste delle isole Comore. É stato miracolosamente trovato in mare un superstite, si tratta di un bambino.

Oltre al bambino di cinque anni anche il pilota dell’Airbus, Khaled Usher è sopravvissuto. Usher era uno degli ostaggi dell’Hotel Taj di Mumbai, durante l’attacco terroristico dello scorso novembre.

L’aereo doveva atterrare a Moroni, capitale dell’arcipelago nell’Oceano Indiano, ma intorno all’una di notte (ora italiana) è scomparso dai radar. Il volo era partito dall’aeroporto parigino Charles de Gaulle ed aveva fatto scalo a Marsiglia e poi nella capitale yemenita, Sanaa. A Sanaa, i passeggeri dell’A330-220 erano saliti sull’Airbus 310 e ripartiti alla volta di Moroni, via Djibouti.

Situate al largo delle coste sud-orientali africane (a nord del Madagascar, di fronte alle coste del Mozambico), le isole che formano l’arcipelago delle Comore sono una tradizionale meta turistica. A bordo del jet c’erano undici persone di equipaggio e 142 passeggeri (tra cui tre bambini), in gran parte francesi o originari delle isole nell’Oceano Indiano. L’aereo è precipitato mentre aveva già cominciato le operazioni di atterraggio, mentre nella zona dove imperversava il maltempo. Nell’area del sinistro sono giunti due aerei militari e un mezzo navale, tutti francesi, partiti dalle isole di Reunion e Mayotte, Territori francesi d’Oltremare, alla ricerca di eventuali sopravvissuti. «Non abbiamo alcuna informazione sulle cause del disastro né sappiamo se ci sono sopravvissuti», ha detto Mohammad al-Sumairi, che è tra coloro cui è stato affidato il compito di coordinare le operazioni per conto della Yemenia. «Le condizioni del tempo erano terribili, vento forte e mare molto mosso. La velocità del vento registrata in aeroporto era di 61 chilometri all’ora, ma ci potrebbero essere altre cause».