2019 il terzo anno più caldo in Italia dal 1961. L’undicesimo per le piogge

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2020 11:43 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2020 11:43
2019 il terzo anno più caldo nella storia d'Italia dal 1961. L'undicesimo per le piogge

2019 il terzo anno più caldo in Italia dal 1961. L’undicesimo per le piogge (Foto d’archivio Ansa)

Il 2019 è al terzo posto fra gli anni più caldi dal 1961 in Italia.

Prima del 2019 ci sono il 2018 (primo) e il 2015 (secondo). Il picco di anomalia è stato nel mese di giugno: +4.25°C al Nord, +4.0°C al Centro, +3.27°C al Sud e Isole. Lo rende noto l’Ispra, il centro studi del ministero dell’Ambiente.

Il 2019 stagione per stagione

L’estate 2019 (+2.88°C) e l’autunno (+1.77°C) risultano al terzo posto tra le più calde delle rispettive serie storiche. L’inverno e la primavera, invece, hanno registrato anomalie positive di temperatura più contenute. Tale andamento è analogo a quello della temperatura superficiale dei mari italiani.

Il 2019 si colloca al settimo posto dell’intera serie storica (+0.83°C). L’anno scorso ha registrato anomalie positive in tutti i mesi ad eccezione di gennaio e maggio. Le anomalie più marcate si sono verificate in estate e in autunno. Il picco è stato nel mese di luglio (+1.9°C).

Sia per il numero medio di notti tropicali (con temperatura minima maggiore di 20°C) che per quello di giorni estivi (con temperatura massima maggiore di 25°C), il 2019 è si colloca ai primi posti della serie dal 1961. In particolare, il numero di notti tropicali è stato il secondo più elevato della serie dopo quello del 2003.

Pioggia: 2019 all’undicesimo posto

Il 2019 si colloca all’undicesimo posto fra quelli più piovosi della serie dal 1961. Anomalia di precipitazione cumulata media in Italia è stata del +12% circa.

Le precipitazioni sono state superiori alla media soprattutto al Nord, dove l’anomalia annuale del 2019 (+21%) risulta essere la quinta più elevata di tutta la serie. Nel corso dell’anno mesi molto piovosi si sono alternati ad altri più secchi. Maggio, luglio e soprattutto novembre sono stati caratterizzati da piogge abbondanti, estese a tutto il territorio nazionale, mentre a marzo e giugno sono state scarse in tutte le regioni.

Le piogge mese per mese

Al Nord il mese relativamente più piovoso è stato novembre, con un picco di anomalia positiva di + 200%, seguito da dicembre (+77%) e maggio (+75%); al Centro e al Sud i mesi relativamente più piovosi sono stati maggio (rispettivamente +142% e +122%), novembre e luglio.

I mesi più secchi rispetto alla media sono stati giugno (soprattutto al Centro, anomalia di -86%) seguito da marzo, (soprattutto al Centro e al Nord, anomalia rispettivamente – 76% e -72%), febbraio, gennaio limitatamente al Nord e al Centro, ed agosto.

Anche nel 2019 si sono verificati eventi di precipitazione intensa: i valori più elevati di precipitazione giornaliera sono stati rilevati il 21 ottobre in Liguria e Piemonte, nelle province di Genova e Alessandria, dove sono state registrate precipitazioni cumulate comprese fra 400 e 500 mm, con un massimo di 502 mm a Campo Ligure (GE).

Riguardo agli indici climatici rappresentativi delle condizioni di siccità, i valori più elevati del numero di giorni asciutti nel 2019 si registrano a Catania (318 giorni); valori elevati si osservano anche in Pianura Padana, su Liguria di Levante, sulla costa toscana e del Lazio settentrionale, sulle coste adriatica, ionica e su gran parte di Sicilia e Sardegna. 

Gli eventi atmosferici estremi del 2019

L’Ispra ricorda gli “eventi estremi rilevanti” fra i quali l’intensa perturbazione che il 21 ottobre ha investito Liguria e Piemonte (fra le province di Genova e Alessandria), con precipitazioni di intensità eccezionale sugli intervalli di 12 e 24 ore e la prolungata fase di maltempo del mese di novembre, che ha portato persistenti e abbondanti piogge su tutto il territorio nazionale.

Sempre a novembre si sono verificate frane e smottamenti, piogge alluvionali a Matera e ripetuti episodi di acqua alta a Venezia con livelli di marea fino a 187 cm, evento eccezionale che ha provocato ingenti danni al patrimonio artistico della città.

Il 2019, con +1.56°C – prosegue il rapporto Ispra – è stato il 23° anno consecutivo con anomalia positiva di temperatura rispetto al valore climatologico di riferimento 1961-1990; otto dei dieci anni più caldi della serie storica sono stati registrati dal 2011 in poi, con anomalie comprese tra +1.26 e +1.71°C.

Ad eccezione di gennaio e maggio, che hanno registrato anomalie negative (rispettivamente di -0.58°C e -1.49°C), in tutti i mesi la temperatura media nazionale è stata nettamente superiore alla media, con un picco di +3.82°C a giugno e anomalie superiori a +2°C ad agosto (+2.60°C), dicembre (+2.24°C), luglio (+2.22°C), marzo e ottobre. (Fonti: Ansa e Agi)