Allagamenti in Veneto: 4500 sfollati nel Padovano A Vicenza sciacalli nelle case abbandonate

di Giacomo Perra*
Pubblicato il 5 Novembre 2010 14:55 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 14:56

Ancora problemi e disagi in Veneto a quasi sette giorni dalle alluvioni che hanno messo in ginocchio gran parte della regione. Nel Padovano – a riferirlo è il prefetto Ennio Mario Sodano – si contano circa 4.500 sfollati. “La stragrande maggioranza è stata ospitata da familiari – racconta Sodano -.  Solo 500 persone hanno dovuto ricorrere a sistemazione da parte dei Comuni: il sistema familiare in Veneto è tradizionalmente solido e lo ha dimostrato anche stavolta. La situazione rimane grave: siamo ancora in emergenza”.

A Vicenza, dove ancora molte strade del centro storico sono ingolfate dal fango e dove gli “sciacalli” cercano tristemente di aproffittare della situazione inoltrandosi nelle case abbandonate, lo stato di massima allerta sta lentamente rientrando. Il merito è anche dell’opera di centinaia di volontari che da giorni lavorano alacremente per strappare le vie cittadine alla furia distruttrice di acqua e fango. L’Associazione Immigrati ha contribuito sin dal primo giorno d’emergenza. “Sono stati ammirevoli nel lavoro svolto in zona Barche”, racconta l’assessore all’ambiente e alla sicurezza Antonio Marco Dalla Pozza. Solo ieri sono state 377 le persone che hanno lavorato fino a tarda sera, divisi in squadre e in turni. Presteranno la loro opera fino a domenica coordinati dall’assessore.

Intanto è già partita la conta dei danni. Luca Zaia, presidente veneto, li ha stimati in un miliardo di euro. Il governatore, da Verona dove si trovava per l’inaugurazione della Fieracavalli, appena due giorni fa aveva  stigmatizzato il disinteresse dei media nazionali e lanciato un appello alle banche affinché dessero una mano in un momento così tragico per tutta la regione: “Devono assolutamente essere della partita: dimostrino di essere venete fino in fondo con iniziative particolari e mirate”. E tra gli interventi che il Veneto aspetta c’è il riconoscimento dello stato d’emergenza. Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia e Finanze, congiuntamente al sottosegretario Guido Bertolaso e ad alcuni parlamentari veneti, ne ha sollecitato la discussione nel prossimo Consiglio dei Ministri. In quella riunione, tra l’altro, si dovrebbe disporre della documentazione visiva raccolta dal ministro delle politiche agricole, Giancarlo Galan, durante la perlustrazione di ieri nei luoghi del disastro. Giulio Tremonti, sempre su interesse di Giorgetti, ha richiesto inoltre che la Protezione Civile possa disporre di una cifra – si parla di 10 milioni di euro – per interventi di necessità di ripristino ambientale e territoriale da stabilire con Province e Prefetture.

* Scuola Superiore di Giornalismo Luiss