Amazzonia/ La Nike e Geox aderiscono alla campagna di greenpeace “deforestazione Zero”. Dovranno certificare che il pellame acquistato non danneggi l’ecosistema della più grande foresta del mondo

Pubblicato il 23 Luglio 2009 17:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2009 17:21
La foresta amazzonica

La foresta amazzonica

La campagna di Greenpeace “Deforestazione Zero”, ha guadagnato due alleati preziosi: l’annuncio di nuove linee guida della Nike per una politica di acquisti della pelle che non danneggi l’Amazzonia, e l’impegno di  Geox a garantire che il pellame acquistato perle proprie calzature «non provenga dalla distruzione dell’ecosistema amazzonico».

Lo ha riferito in una nota l’associazione ambientalista durante il resoconto dell’inchiesta “Amazzonia che Macello”,  pubblicata dopo tre anni di ricerca e di indagini condotte sotto copertura.

Il rapporto, sottolinea Greenpeace «ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro in schiavitù e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. In tutto questo erano e sono coinvolti marchi globali tra cui anche Adidas, Timberland e Reebok». Lavorando direttamente con Greenpeace sia negli Stati Uniti che in Italia, Nike ha messo appunto una nuova politica di approvvigionamento che obbliga i propri fornitori a certificare in maniera formale che la pelle bovina venduta a Nike non provenga dall’ecosistema amazzonico, mentre Geox si è impegnata «ad attivare strumenti contrattuali diversificati volti a evitare in maniera assoluta di favorire, anche solo indirettamente, il fenomeno denunciato da Greenpeace».

«Siamo molto soddisfatti dell’impegno assunto da Geox eNike», ha commentato Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, «che dimostra come anchele altre grandi multinazionali, che producono e vendono scarpe sportive in tutto il mondo, possono e devono agire immediatamente. Se ora anche Timberland, Adidas o Reebok si assumeranno la responsabilità degli effetti che le proprie politiche di acquisto producono, avremo fatto qualcosa di concreto per combattere la deforestazione e il cambiamento climatico».