E’ l’anno della tigre sia per i cinesi che per il Wwf

Pubblicato il 16 agosto 2010 11:20 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2010 22:03

Alla stazione ferroviaria di Berlino, dal 10 agosto ci sono due gigantesche tigri alte quasi tre metri e lunghe poco meno di otto: sculture realizzate su disegno digitale con la tecnica dell’origami e posizionate davanti all’ingresso principale dallo stesso WWf che ha scelto l’anno cinese della tigre per far sapere a tutti che uno dei più grossi felini del mondo è ad alto rischio di estinzione per mano dell’uomo.

Le tigri in cattività, infatti, attualmente sono pressappoco 3200 contro le 100 mila  di circa 150 anni fa, ma l’organizzazione si è posta l’obiettivo di raddoppiarne il numero entro il 2022, nel prossimo anno della tigre.

Le due riproduzioni progettate dal Lava – Laboratory for Visionary Architecture sono state commissionate dalla Customs House di Sydney per festeggiare il capodanno cinese e sono state adottate dal WWF per la campagna di sensibilizzazione sul pericolo di estinzione della tigre. Esse sono completamente riciclabili, fatte di alluminio e Barrisol, un materiale artificiale, e di notte restano illuminate con lampade LED a risparmio energetico, costruite secondo l’orientamento del Lava rivolto alla tutela dell’ambiente.

Le sculture in maggio hanno fatto tappa in Malesia per la KL design week a Kuala Lumpur ed ora resteranno a Berlino fino al 30 agosto, dopodiché andranno a Singapore per lo Smart Light Festival di ottobre.

Il loro viaggio per il mondo è importante perché, sottolinea Stefan Ziegler del Wwf, la responsabilità di conservazione del felino è internazionale. L’habitat dell’animale viene praticamente distrutto per fornire cellulosa o legno a tutti i paesi che lo richiedono e lo importano.

In Russia, per esempio, è in grave pericolo la maestosa tigre Amur perché la sua foresta viene tagliata per soddisfare la richiesta di legno, a Sumatra gli alberi vengono abbattuti per fare posto a piantagioni monocoltura che possano garantire la produzione di cellulosa richiesta ed esportata per la fabbricazione della carta, e, in aggiunta a ciò, in Cambogia, Laos e Vietnam, nonostante la caccia all’animale sia vietata, essa viene comunque praticata clandestinamente poiché ogni parte del loro corpo viene usata per la medicina tradizionale orientale o a scopo decorativo.